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Coronavirus FAQ: quello che devi sapere - Farmacia Nobili
Coronavirus FAQ: quello che devi sapere

C’è molta preoccupazione per il virus improvvisamente apparso in Cina e che si sta diffondendo in tutto il Mondo.

Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo riportando informazioni pubblicate dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), Epicentro, Corriere della Sera e New England Journal of Medicine (NEJM)

Il motivo è di fare un po’ di chiarezza, tenendo conto che la situazione è in rapida evoluzione e quindi alcune delle informazioni che riportiamo potranno variare nel tempo.

I dati qui esposti sono aggiornati al 19 febbraio 2020.

Vai al sito ECDC (solo in inglese)

Vai al sito Epicentro

Coronavirus: le informazioni di base

I numeri del giorno

  • Totale persone colpite: 75200 di cui oltre 74186 in Cina
  • Totale persone colpite in Europa: 45, di cui: 16 in Germania, 12 in Francia, 9 in Gran Bretagna, 3 in Italia, 2 in Spagna, 1 in Belgio, Finlandia e Svezia.
  • Tre casi in Italia; Oltre a due turisti cinesi, Italiano rimpatriato dalla Cina che era già in isolamento e che quindi non può avere infettato altre persone in Italia.
  • Morti: 2012, tutti in Cina tranne uno nelle Filippine, uno a Hong Kong e uno in Giappone, uno in Francia (quest’ultimo era un Cinese).
  • Dimessi perché guariti: 14772

I dati sono aggiornati al 19 febbraio 2020.

Cinque cose da sapere subito

  1. Ci sono tre casi accertati in Italia a Roma: due sono turisti cinesi, l’altro un Italiano rimpatriato da dalla Cina e attualmente in isolamento.
  2. Tuttavia per ora l’uso di mascherine è inutile per la limitata diffusione della malattia e comunque sono al momento introvabili
  3. Puoi ancora andare senza rischi al ristorante, al cinema, sui mezzi pubblici e in luoghi affollati.
  4. I sintomi sono identici a quelli dell’influenza stagionale; visto però che in Italia il coronavirus praticamente non c’è se hai febbre, mal di gola, tosse e rinite non hai certamente il coronavirus.
  5. Se non hai sintomi l’uso di farmaci a scopo preventivo, in particolare gli antibiotici, è inutile e dannoso.

Infine, in questi giorni stampa e TV ci spaventano elencando “casi sospetti” in Italia e in Europa, ma sarebbe meglio se si limitassero a informarci dei casi certi evitando di diffondere il panico.

Coronavirus in Italia

In Italia ai i due turisti Cinesi tenuti ricoverati il 7 febbraio si è aggiunto un Italiano che era già in quarantena perché appena tornato dalla Cina.

Da allora non ci sono stati più casi e si può quindi affermare che le misure adottate per contenere la diffusione del virus sono efficaci, sebbene ovviamente ci confrontiamo con un avversario insidioso e imprevedibile.

E’ al momento inutile e francamente ridicola la caccia alle mascherine antibatteriche, su cui tra l’altro è partita un’assurda speculazione.

Cos’è e da dove viene il coronavirus

Il nuovo coronavirus (chiamato Covid-19) è apparso recentemente a Wuhan, una città di circa 11 milioni di abitanti in Cina.

La famiglia dei coronavirus si chiama così per la forma particolare vista al microscopio e sono piuttosto diffusi: alcune tipi di comune raffreddore sono causati da questo gruppo di virus.

Tuttavia il Covid-19 è un tipo nuovo che non era presente precedentemente o comunque non aveva attaccato gli uomini.

Non si è ancora accertato con precisione come sia apparso, ma si suppone una trasmissione tra animali che poi, a seguito di una modifica del virus, ha coinvolto anche l’uomo.

I virus sono spesso specie-specifici, cioè colpiscono una specie di animale o l’uomo ma non passano facilmente ad un’altra specie; per fare un esempio banale, se prendi la comune influenza puoi trasmetterla ad amici e parenti ma non al tuo cane o gatto.

I virus però cambiano molto facilmente: sempre parlando d’influenza normale, capita spesso che fatto il vaccino che protegge dai tre-quattro tipi di virus stagionali appaia una variante del virus per cui il vaccino non dà protezione e ci si ammali.

Se ci sono più specie di animali che vivono a stretto contatto può presentarsi un virus che, diffusosi in una specie, improvvisamente cambia e riesce a fare il salto ad un’altra e alla fine all’uomo.

E’ quello che si pensa sia successo questa volta ma è già capitato in passato e spesso in Oriente, dove c’è una tradizione di mercati e allevamenti dove molti tipi di animali vivi (maiali, anatre, polli…) sono a stretto contatto con l’uomo in condizioni igieniche davvero inimmaginabili.

La notizia positiva è che al momento la mortalià del virus Covid-19 è molto inferiore ai suoi “fratelli” degli anni scorsi: siamo al 2% contro il 10% della Sars e circa il 30% di Mers, quest’ultimo un virus che si era diffuso negli stati arabi nel 2012.

Stiamo comunque parlando di dati provvisori che possono modificarsi nel tempo.

Cosa si sta facendo per arginarlo

Saprai che la Cina ha isolato alcune città, circa 18 che ospitano in tutto quasi 60 milioni di persone.

Molte Nazioni del Mondo hanno interrotto i collegamenti aerei con la Cina e adottato misure di emergenza per identificare e tenere sotto osservazione i casi sospetti.

In Italia è stato decretato lo Stato di Emergenza Nazionale, in cui il Governo adotta in maniera uniforme su tutto il territorio Nazionale misure severe di prevenzione e controllo.

Questi provvedimenti così drastici e il blocco dei collegamenti sono importanti perché oggi gli spostamenti sono molto rapidi (pensa a treni veloci ed aerei) e ogni passeggero infetto può portare il virus in una zona dove ancora non c’è.

E tuttavia è anche un segno che il virus è molto temuto, anche ricordando precedenti e gravi eventi simili come la cosiddetta Influenza Suina (H1N1) del 2009-2010 e la SARS del 2002-2003.

Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie attualmente c’è un rischio medio-alto di nuovi casi in Europa portati da turisti o persone che sono state in Cina.

Invece, e questa è una buona notizia, il rischio di trasmissione tra due persone che già vivono in Europa è basso.

Ciò vuol dire che oggi, visto che tutte le persone provenienti dalla Cina sono tenute sotto controllo, è improbabile che tu possa prendere il virus nelle tue attività di tutti i giorni.

In questo momento quindi chiudersi in casa ed avere paura dei luoghi affollati è una reazione eccessiva.

Coronavirus: trasmissione e sintomi

La modalità di trasmissione è praticamente identica alla comune ifluenza e cioè:

  • Tramite colpi di tosse e starnuti di persone infette che diffondono goccioline di saliva contenenti il virus.
  • Col passaggio di saliva, ad esempio con lo scambio di posate e bicchieri o con il bacio di una persona infetta.
  • Col contatto di altri liquidi biologici del malato come vomito, feci, urina.

Anche i sintomi sono sostanzialmente uguali all’influenza comune; malessere, febbre alta, tosse, grande debolezza, difficoltà respiratorie, dolore al petto.

La complicazione di questo coronavirus è data comparsa nei casi più gravi di un’infezione polmonare di origine virale.

Difficile per ora stabilire con certezza quanto sia contagiosa, anche se i primi studi testimoniano una contagiosità inferiore alla SARS, l’infezione da coronavirus apparsa e per fortuna bloccata tra il 2002 e il 2003 (NEJM)

Se questo dato sarà confermato è una buona notizia, in quanto un virus estremamente contagioso è più difficile da arginare.

Meno positivo è il fatto che il tempo d’incubazione è lungo, circa 15 giorni.

Il tempo d’incubazione è il periodo tra il primo contagio col virus e la comparsa dei sintomi, in cui la persona può infettarne altre ma non ha segni della malattia che diano un segnale di allarme che permettano d’isolarlo intempo.

Ma, come ha detto recentemente la virologa Ilaria Capua (l’ennesima ricercatrice Italiana che abbiamo fatto fuggire dal nostro paese), questa caratteristica della trasmissone da parte di persone senza sintomi è comune a molte altre malattie, ad esempio nel morbillo.

In uno studio che ha coinvolto i primi 425 casi identificati si è notato che non c’erano bambini sotto i 15 anni, cosa che ha fatto supporre siano meno colpiti dall’infezione (fonte NEJM ).

Al momento però queste sono ancora tutte ipotesi in una situazione in rapida evoluzione.

Coronavirus: quale prevenzione?

Le precauzioni più valide sono identiche a quelle contro l’influenza.

  • Lavati spesso le mani o portati un disinfettante per pulirle spesso.
    Questa è la precauzione più importante e che ti dà la protezione migliore.
  • Tossisci e starnutisci coprendoti la bocca con la mano o meglio ancora con un fazzoletto o con il braccio: in questo modo eviti di diffondere qualsiasi tipo d’infezione.

In questi giorni c’è stata la corsa alle mascherine antibatteriche che sono terminate ovunque; in realtà le mascherine servono solo se:

  • Sei un operatore sanitario e potresti venire in contatto con un malato.
  • Se per motivi di lavoro ti devi recare e soggiornare in Cina
  • Sei già malato e vuoi evitare di diffondere il virus con starnuti e colpi di tosse; in questo caso quindi sei tu che proteggi gli altri.

L’uso delle mascherine nei luoghi pubblici non ha senso perché per ora la diffusione del virus in Italia è praticamente nulla e inoltre il virus non resta “sospeso” nell’aria come un gas.

Se hai fatto il vaccino contro l’influenza non può proteggerti perché questo è un virus nuovo.

Assolutamente inutile contro qualsiasi virus l’uso “preventivo” di antibiotici, che sono efficaci solo in caso d’infezione da batteri (che sono completamente diversi dai virus) e comunque mai come prevenzione.

Ribadiamo che al momento in Italia ci sono solo due casi di coronavirus e quindi evita di farti colpire dalla psicosi che a quanto pare si sta diffondendo.

Attualmente quindi è inutile evitare i luoghi affollati come cinema, bar e ristoranti, mezzi di trasporto pubblici: questa misura diventa importante solo se e quando ci saranno in futuro molti casi accertati nella tua zona.

Niente panico

Pare che ci sia in questi giorni l’assalto ai pronto soccorso degli ospedali da parte di chi ha comuni sintomi influenzali ma pensa di avere il coronavirus.

Questo è un comportamento sbagliato e infantile: siamo nel periodo di picco della comune influenza, quella sì molto diffusa, e quindi se hai febbre, tosse, dolori vari si tratta della “solita” influenza.

Ovviamente il discorso cambia se nell’ultimo mese sei stato in Cina per lavoro o vacanza: in questo caso rivolgiti al tuo medico.

Altrettanto assurdo avere paura di andare in luoghi affollati come cinema o ristoranti o evitare di prendere i mezzi pubblici.

La situazione è comunque in rapido cambiamento e certamente nelle prossime settimane i casi in Italia e in Europa aumenteranno.

La regola è quella sempre valida quando si parla di salute: evita di dare ascolto al primo che passa, informati su giornali e seguendo il telegiornale, fai molta attenzione a cosa leggi su social e web dove regnano molti incompetenti.

Ecco nuovamente il link al sito del Ministero della Sanità dove restare informati.

In ricordo di un grande medico

Medico cinese morto

Li Wenliang lavorava all’ospedale di Wuhan dove già a dicembre aveva segnalato dei casi di malattia simile all’influenza SARS del 2003.

Le autorità cinesi, invece di ascoltarlo, lo costrinsero a non diffondere ulteriori informazioni del genere e successivamente ad ammettere pubblicamente di avere diffuso notizie false che avevano danneggiato l’ordine sociale.

Solo tempo dopo, a epidemia ormai fuori controllo anche per il ritardo nel prendere provvedimenti adeguati, gli furono presentate delle scuse.

Li nel frattempo si era ammalato e il 6 febbraio è morto.

Se il suo allarme fosse stato ascoltato e si fossero subito attuate le misure che oggi stanno limitando la diffusione della malattia probabilmente ora la situazione in Cina non sarebbe così drammatica.

Scritto il 25 gennaio 2020 – Autore: Dr. Gabriele Nobili

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