Il colpo di calore nel cane: sintomi e primo soccorso

Il colpo di calore nel cane è una delle emergenze veterinarie più pericolose dell’estate, perché se non riconosciuto subito, può causare nel giro di poche ore danni severi agli organi interni e nei casi più gravi la morte dell’animale.

Le occasioni in cui il colpo di calore può manifestarsi sono molte, e in questi ultimi anni sono aumentate per l’anomalo rialzo delle temperature, ma c’è una componente legata anche alla razza del cane, perché alcune sono più sensibili.

In questo articolo vediamo insieme quali sono i sintomi e come intervenire ma, ancora più importante, come prevenire questi episodi pericolosi.

Perché il caldo è pericoloso nei cani

La sudorazione è il principale meccanismo per regolare la temperatura negli umani, e le ghiandole sudoripare sono distribuite sulla pelle di tutto il corpo.

Per i cani invece la situazione è molto diversa, perché le uniche ghiandole sudoripare funzionali sono quelle dei polpastrelli, ma il principale meccanismo di raffreddamento è l’ansimare, che scambia calore attraverso l’evaporazione dalle vie respiratorie.

Quando l’ambiente è troppo caldo o troppo umido, questo sistema diventa insufficiente e la temperatura corporea sale sopra i 41°C, con conseguenze che coinvolgono il sistema nervoso centrale, il rene, l’intestino e la coagulazione del sangue.

Oltre alla temperatura elevata ambientale ci sono poi delle circostanze che si sommano e che possono facilitarne l’insorgenza, come un’attività fisica intensa, soprattutto in animali solitamente sedentari o in sovrappeso, e un’umidità particolarmente elevata.

Ma non è tutto, perché alcune razze canine sono più predisposte, in particolare le razze brachicefale, cioé col muso corto e schiacciato, che hanno una conformazione del sistema respiratorio particolare e fanno più fatica a dissipare il calore con la respirazione: parliamo quindi di Bulldog francese e inglese, Carlino e Dogue de Bordeaux.

Anche i Labrador e i Golden Retriever sono a rischio, soprattutto se tendenti al sovrappeso, come anche i cani di grossa taglia (sopra i 50 kg) o anziani oltre i 12 anni, che richiedono più cautele.

Infine, un pericolo sottovalutato è lasciare il cane da solo nell’auto in sosta anche per pochi minuti, perché d’estate la temperatura negli abitacoli sale in pochi minuti a livelli insopportabili.

I segnali d’allarme del colpo di calore nel cane

Il primo segno del colpo di calore è un ansimare molto più intenso e rumoroso del solito, che non diminuisce nemmeno portando il cane all’ombra o facendolo riposare.

Seguono salivazione abbondante, gengive e lingua arrossate o violacee, debolezza, andatura incerta, vomito o diarrea e nei casi più gravi compaiono disorientamento, crolli improvvisi, convulsioni fino alla perdita di coscienza.

Un cane ansimante e immobile, che non reagisce a nessuno stimolo e non riesce a rialzarsi è un chiaro segno di una situazione molto seria.

L’errore più comune è pensare che basti aspettare che si riprenda da solo all’ombra, perché un colpo di calore vero, con temperatura corporea sopra i 41°C, è un’emergenza che richiede intervento immediato e in molti casi un controllo veterinario tempestivo.

Come intervenire se il cane ha un colpo di calore

Prima di tutto il cane va spostato subito all’ombra e non bisogna assolutamente tentare di farlo rialzare e camminare, ma va sollevato e portato di peso in un luogo ombreggiato.

Va poi bagnato con acqua fresca, non ghiacciata, perché l’acqua troppo fredda provoca vasocostrizione periferica e paradossalmente rallenta la dispersione del calore interno; bagnare bene collo, ascelle, inguine e polpastrelli, e favorire l’evaporazione con un ventilatore o l’aria in movimento.

Non va mai coperto con asciugamani, nemmeno bagnati, perché intrappolano il calore invece di farlo disperdere.

Se si è vicini a casa e l’animale non è troppo pesante portarlo poi al più presto in un ambiente climatizzato, con l’aria condizionata puntata su di lui, e contattare il veterinario, ma se è di grossa taglia e l’abitazione è lontana bisogna caricarlo su un’auto per il trasporto a casa o direttamente in clinica.

Nei casi più seri il tempo è un fattore determinante: superare i novanta minuti tra l’esposizione al caldo e l’arrivo dal veterinario è già di per sé un fattore di rischio per la sopravvivenza del cane.

Perché l’intervento del veterinario è indispensabile

Il veterinario è sempre necessario quando si sospetta un vero colpo di calore, anche se il cane sembra riprendersi: le complicazioni interne, come il danno renale acuto o le alterazioni della coagulazione, possono manifestarsi anche ore dopo che i sintomi visibili sono migliorati.

Bisogna quindi contattarlo subito, descrivendogli dettagliatamente la situazione e le modalità con cui si è manifestato il problema, in modo che il medico possa valutare quanto è grave la situazione e se è indispensabile un ricovero immediato.

In clinica il cane viene generalmente stabilizzato con fluidi endovenosi, monitorato nella temperatura corporea per evitare un raffreddamento eccessivo, e sottoposto a esami del sangue per valutare la funzione renale ed epatica e i parametri della coagulazione; nei casi più gravi può essere necessaria l’ospedalizzazione per alcuni giorni.

Il veterinario, dopo attenta valutazione fisserà ulteriori controlli e un’analisi del sangue la mattina dopo, per verificare che non ci siano danni agli organi interni.

Alcune delle complicazioni più serie, come la coagulazione intravascolare disseminata o il danno renale acuto, spesso non sono ancora evidenti immediatamente e si manifestano solo dopo 24-48 ore: è per questo che i controlli di laboratorio ripetuti sono obbligatori anche se il cane sembra essersi stabilizzato.

Prevenire il colpo di calore nei cani

Alcune precauzioni per prevenire i colpi di calore sono comuni ad animali e persone, ad esempio programmare le uscite nelle ore più fresche, la mattina presto o dopo il tramonto, evitando le ore centrali della giornata quando il sole è più alto.

Bisognerebbe poi sempre controllare l’asfalto: se appoggiando la mano scotta è troppo caldo anche per le zampe del cane, che può ustionarsi i polpastrelli camminandoci sopra.

Se proprio non si riescono ad evitare i tratti asfaltati bisogna bagnare più volte le zampe e raggiungere comunque zone erbose o ombreggiate.

Bagnare il pelo di testa, dorso e zampe con acqua fresca prima di uscire aiuta il cane a mantenersi più fresco, non si deve dimenticare una bottiglietta d’acqua per bere durante la passeggiata

Un pericolo che si sottovaluta spesso è lasciare il cane in auto anche solo per pochi minuti: d’estate la temperatura dell’abitacolo sale molto più in fretta di quanto si immagini, anche con i finestrini leggermente aperti.

Attenzione particolare infine ai soggetti brachicefali, anziani o in sovrappeso, che tollerano il caldo peggio degli altri.

Domande frequenti sui colpi di calore dei cani (FAQ)

Quali razze sono più a rischio di avere un colpo di calore?
Soprattutto quelle brachicefale, cioè col muso schiacciato, come Bulldog francese e inglese e Carlino, ma anche cani di taglia grande, sovrappeso o anziani; anche Labrador e Golden Retriever sono ritenuti un po’ più a rischio.

Basta tenere il cane all’ombra per farlo riprendere?
Non sempre può bastare: se il cane non smette di ansimare intensamente, è debole e poco reattivo, vomita o è disorientato è necessario l’intervento veterinario immediato.
Un cane che sembra ripreso dopo il raffreddamento può considerarsi fuori pericolo?
No, è comunque opportuno un controllo veterinario, perché alcune complicazioni interne possono comparire anche a distanza di ore.
L’acqua fredda o il ghiaccio aiutano a raffreddare più in fretta?
No, l’acqua troppo fredda o il ghiaccio diretto possono restringere i vasi sanguigni periferici e rallentare la dispersione del calore.
Meglio tosare il cane in estate per aiutarlo a sopportare il caldo?
No, nella maggior parte delle razze il pelo protegge anche dal sole diretto e regola la temperatura, quindi una tosatura troppo corta può essere controproducente: meglio una spazzolatura regolare per eliminare il sottopelo in eccesso.

Bibliografia

Bruchim Y, Horowitz M, Aroch I, Pathophysiology of heatstroke in dogs – revisited, PubMed, 2017. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29435477/

Hall EJ, Carter AJ, O’Neill DG, Incidence and risk factors for heat-related illness (heatstroke) in UK dogs under primary veterinary care in 2016, PubMed, 2020. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32555323/

Articolo scritto il 31 luglio 2026 dal Dr. Gabriele Nobili

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