West Nile Virus in Italia: cosa sapere e come proteggersi

West Nile Virus in Italia: come comportarsi

Il West Nile Virus (WNV), noto in italiano come virus del Nilo occidentale, è un arbovirus (cioé un virus trasmesso da insetti) originario dell’Africa e che poi si è diffuso in Europa, compresa l’Italia dove ogni anno tra l’estate e l’inizio dell’autunno si registra una circolazione del virus, con un numero di casi e decessi che varia di stagione in stagione.

Nel 2025 sono stati confermati 773 casi in Italia, di cui 367 in forma neuroinvasiva, con 72 decessi complessivi (fonte ISS, bollettino finale di sorveglianza).

Con questo articolo vogliamo rispondere in maniera semplice e chiara alle domande che tutti si fanno quando si ha notizia di qualche focolaio nel nostro Paese e cioé:

  • Quanto dobbiamo preoccuparci di questo virus
  • Come si manifesta la malattia e quando andare dal medico o al pronto soccorso
  • Come fare prevenzione e proteggersi

Questo articolo è il primo di una serie che tratterà le malattie trasmessa da insetti, in particolare quelle emergenti come ➡️Chikungunya, Dengue, Zika e appunto Virus del Nilo Occidentale (West Nile Virus), oltre a quelle portate dai ➡️Morsi di zecche.

Come si trasmette e diffonde il West Nile Virus

Il WNV si trasmette principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare appartenenti al genere Culex pipiens, diffusa in tutta Italia: è la nostra zanzara comune, attiva principalmente di sera e di notte, che è attratta dall’anidride carbonica e dal calore emessi da esseri umani e animali.

Gli uccelli sono il principale serbatoio naturale del virus, e tra le specie più colpite ci sono i corvi, le cornacchie e le gazze: proprio una gazza è risultata infetta a Varese ai primi di agosto 2025. 

Le zanzare, dopo aver punto un uccello infetto, diventano vettori e possono trasmettere il virus ad altri uccelli e mammiferi, e tra quelli più vicini all’uomo i cavalli ne sono a volte colpiti, mentre è rara la diffusione tra cani e gatti.

In ogni caso l’unico rischio concreto per l’uomo è rappresentato dalla puntura di zanzara.

  • Le punture di zanzare sono la via di trasmissione all’uomo
  • Non ci si contagia stando vicini a una persona infetta
  • Animali di compagnia come cani e gatti, cavalli e uccelli non costituiscono un pericolo

West Nile Virus: sintomi e segnali di allarme

La prima cosa da sapere che in 8 persone su 10 l’infezione è asintomatica, cioé non dà alcun sintomo o segno e passa senza la necessità di interventi del medico o uso di farmaci.

Due volte su 10 invece compaiono sintomi simili all’influenza come febbre, mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari, stanchezza;  occasionalmente compaiono eruzioni cutanee simili a un eritema e linfonodi ingrossati.

In meno dell’1 % dei casi (circa una persona ogni 150) si sviluppa una pericolosa forma neuroinvasiva, che in genere colpisce le persone sopra i 60 anni soprattutto se immunodepresse (anche a seguito di terapie immunosoppressive dopo un trapianto), fragili o in cura per malattie croniche (cancro, diabete, ipertensione…).

I sintomi sono anche neurologici, e comprendono:

  • Febbre elevata nella quasi totalità dei casi
  • Mal di testa, frequente 
  • Rigidità del collo
  • Stato confusionale, disorientamento
  • Visione offuscata, fotofobia (fastidio per la luce)
  • Forte debolezza
  • Tremori simili al parkinson, in particolare alle mani

Questa forma è quella pericolosa che anche se più rara rispetto al totale delle infezioni, ha una mortalità che può arrivare al 10% tra chi sviluppa la forma neuroinvasiva, in particolare nelle persone anziane o già fragili per altre patologie.

Il West Nile Virus è fortunatamente un evento raro nei bambini, e a parte la febbre i segnali di pericolo sono quelli neurologici citati qui sopra.

Le cose da ricordare sono:

  • West Nile Virus nella maggior parte dei casi passa senza dare sintomi
  • Le forme più gravi colpiscono principalmente le persone sopra i 60 anni, soprattutto se già fragili per altre malattie croniche
  • I segnali di pericolo oltre alla febbre sono quelli neurologici: tremori, stato confusionale, mal di testa, rigidità del collo, vista annebbiata
  • I bambini sono colpiti raramente, ma attenzione a febbre accompagnata da segnali neurologici

Come capisco se ho il West Nile Virus?

Per il West Nile Virus è difficile fare da soli una diagnosi differenziale, cioé riconoscerlo rispetto ad altre malattie comuni.

D’altra parte i segnali come febbre, stanchezza, mal di testa sono frequenti in moltissime persone e possono comparire tutti insieme anche per un banale raffreddamento da aria condizionata.

Lo stesso medico può fare fatica a fare una diagnosi certa, e può essere necessario un test sierologico per la rilevazione di anticorpi specifici IgM per il West Nile Virus che si fa in strutture pubbliche o altri accertamenti diagnostici specifici.

Ad oggi non esiste un test per il West Nile Virus in farmacia di libera vendita.

Di conseguenza il ricorso al medico o al pronto soccorso è in generale giustificato se sono presenti sintomi particolarmente evidenti, che però sono analoghi a quelli di molte altre malattie e può essere difficile capire da soli se si è stati colpiti

Febbre alta, mal di testa persistente, stanchezza marcata e dolori muscolari sono comuni a molte infezioni stagionali e da soli non bastano a far pensare al West Nile.

Il campanello d’allarme sono i segnali neurologici: rigidità del collo, stato confusionale o disorientamento, visione offuscata o fastidio intenso alla luce, forte debolezza muscolare o tremori insoliti, in particolare alle mani.

In presenza anche di uno solo di questi segni, soprattutto in una persona anziana o già fragile per altre patologie, bisogna al più presto rivolgersi al medico o al pronto soccorso.

Cura e prevenzione del West Nile Virus

A parte le pericolose complicazioni neurologiche, che vanno subito sottoposte a controlli medici soprattutto se colpiscono le persone anziane e fragili, i sintomi lievi si curano se necessario per i farmaci abituali per febbre e dolori.

Se necessario si possono usare integratori di sali minerali e vitamine per combattere la disidratazione da febbre e la stanchezza.

Sono assolutamente inutili gli antibiotici, in quanto inefficaci contro i virus.

La prevenzione è una buona mossa perché, oltre al rischio West Nile e altre malattie trasmessa da insetti, riducono anche le fastidiose punture.

Prevenzione ambientale

E’ la difesa più semplice e innocua, e consiste nel ridurre al minimo le acque stagnanti dove le zanzare depongono le uova.

Si tratta quindi di svuotare dall’acqua o cambiarla di frequente in:

  • Sottovasi di fiori e piante
  • Piscine gonfiabili per bambini
  • Ciotole di cani e gatti
  • In generale tutti i contenitori con acque stagnanti
  • Eventuali contenitori o pozze che si formano alla base degli scarichi di grondaia

Sono importanti anche le zanzariere su porte e finestre, e anche spegnere di sera le luci che possono attirare gli insetti, in particolare su terrazzi e porticati.

Prevenzione personale

Si fa con i comuni repellenti per insetti (ne abbiamo parlato in questo articolo: ➡️Protezione dalle zanzare: guida ai prodotti più efficaci), ovviamente agendo in maniera ragionevole, cioé utilizzandoli in maniera equilibrata nelle ore e negli ambienti più a rischio.

Immagine di persona che spruzza un repellente per zanzare
Tra i repellenti contro le zanzare il DEET è il più efficace

A differenza della zanzara tigre, che non è portatrice della malattia, la zanzara comune è attiva dal tramonto in poi e quindi in questo caso i repellenti per zanzare vanno usati di sera.

Gli ambienti a rischio sono quelli dove la zanzara vive e si riproduce più facilmente, quindi a ridosso di prati, zone boschive, stagni e zone umide, laghi.

Ricordiamo, come descritto nel nostro articolo appena citato, che il DEET ad elevate concentrazione è il repellente più efficace ma anche quello meno adatto ai bambini.

Prevenzione animali da compagnia

Come già detto gli animali domestici non costituiscono un rischio.

Tuttavia alcuni dei comuni antiparassitari che si usano abitualmente d’estate hanno azione repellente e possono ridurre la presenza d’insetti volanti, in particolare: pipette Advantix Spot-on e Frontline Tri-Act (non utilizzabili sui gatti), collari Seresto e Scalibor.

Ribadiamo che comunque non sono necessarie misure preventive particolari per la presenza di animali da compagnia.

Vuoi più informazioni sui repellenti contro gli insetti? Leggi il nostro articolo: Protezione dalle zanzare: guida ai prodotti più efficaci

Virus del Nilo Occidentale in Italia: c’è da preoccuparsi?

Il stagione 2025 si è chiuso con 773 casi confermati in Italia e 72 decessi, il bilancio più alto degli ultimi anni: per confronto, nel 2024 i casi erano stati 484 con 36 decessi, nel 2023 394 casi con 32 decessi, nel 2022, anno fino ad allora record, 728 casi con 51 decessi.

La letalità calcolata sulle forme neuroinvasive nel 2025 è stata del 19,6%, la più alta dal 2018 (fonte ISS).

Numeri che confermano la diffusione ormai stabile, stagione dopo stagione, del virus del Nilo occidentale in Italia, che resta il Paese europeo più colpito, confermata anche dalle misure preventive adottate da Comuni e Regioni (per Regione Lombardia vedi ➡️QUI).

Fortunatamente in gran parte dei casi la malattia non dà sintomi e quindi è possibile che molte persone ne siano state colpite senza accorgersene, ma non per questo vanno sottovalutati i pericoli in particolare per gli anziani fragili.

Ad oggi quindi è importante prendere semplici misure preventive ambientali e utilizzare repellenti per insetti soprattutto quando la presenza di zanzare è elevata o si abita in zone in cui ci sono casi accertati di West Nile Virus.

Sono invece comportamenti irrazionali l’uso massiccio e continuo di repellenti energici per insetti a qualsiasi ora del giorno; anche i farmaci vanno usati in caso di necessità effettiva, mentre l’uso fai-da-te di antibiotici è inutile e assolutamente da evitare.

Da tenere poi bene a mente i segnali più seri e gravi di sofferenza neurologica, che possono indicare la forma più aggressiva e pericolosa.

In sintesi quindi malattie “esotiche” come il Virus del Nilo Occidentale e la ➡️Chikungunya si stanno diffondendo anche in Italia, e quindi dovremo imparare a conviverci ma fortunatamente i casi più gravi sono rari e per ora è necessario fare solo un po’ di prevenzione ambientale, usare i repellenti quando necessario e tenere d’occhio la comparsa di inconsueti disturbi neurologici.

È comunque importante fare attenzione all’evolversi della situazione e seguire gli aggiornamenti nei notiziari, sui giornali e sui siti di salute pubblica come quelli di Regione Lombardia e ATS Insubria.

Bibliografia

Bella A, Riccardo F, Venturi G, Sorveglianza integrata del West Nile e Usutu virus, Bollettino N. 16 stagione 2025, ISS EpiCentro, 2025. https://www.epicentro.iss.it/westnile/bollettino/Bollettino_WND_2025_16.pdf

della Ventura C, Carrera M, Defilippo F et al., Genomic epidemiology and phylogeographic reconstruction of West Nile virus 2 in Italy from 2011 to 2023, PubMed, 2025. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC12811532/

Istituto Mario Negri, Febbre West Nile: cos’è la febbre del Nilo?, Istituto Mario Negri, 2025. https://www.marionegri.it/magazine/westnile-virus-febbre-del-nilo-occidentale-sintomi

Società Italiana di Pediatria, West Nile virus: cosa devono sapere i genitori, SIP, 2025. https://sip.it/2025/08/05/west-nile-virus-cosa-devono-sapere-i-genitori/

 

Articolo scritto l’11 agosto 2025 e aggiornato l’11 luglio 2026 dal Dr. Gabriele Nobili


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