Gli esami che ogni uomo dovrebbe conoscere: la guida pratica per fascia d’età

Spesso molti uomini non fanno esami del sangue da anni, semplicemente perché stanno bene e non hanno sintomi.

In realtà problemi come colesterolo alto, ipertensione o al tumore della prostata, restano silenziosi per anni prima di dare sintomi evidenti.

In questo articolo ti spiego quali controlli servono davvero, a che età, e quali invece non sono strettamente indispensabili o vanno valutati col tuo medico.

Ricorda che abbiamo anche scritto un articolo su dove eventualmente andare a fare gli esami: ➡️ Centri prelievi Busto Arsizio, Gallarate, Saronno, Somma Lombardo: orari e prenotazioni

I controlli da fare negli uomini: quelli di base e quelli specifici

Ci sono i controlli periodici di base, comuni a uomini e donne, che servono a valutare il funzionamento generale dell’organismo.

Ci sono poi gli esami specifici legati alla salute maschile, in particolare quelli urologici.

E infine ci sono alcuni esami aggiuntivi che diventano utili solo in presenza di determinati fattori di rischio e che vanno valutati con il proprio medico.

Controlli di base

Glicemia e profilo lipidico completo, quindi colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi, sono gli esami necessari per la prevenzione cardiovascolare: ricorda che circa quattro Italiani su dieci hanno tre fattori di rischio cardiovascolare, e che le malattie cardiache sono la prima causa di morte in Italia.

Le linee guida indicano un primo controllo del colesterolo già intorno ai vent’anni, da ripetere ogni quattro o cinque anni se i valori restano nella norma e non ci sono fattori di rischio.

La glicemia va valutata periodicamente a partire dai trentacinque anni circa, ed è particolarmente importante se si hanno familiari diabetici o si è in sovrappeso, ipertesi o con colesterolo alto.

Dopo i quarant’anni, con l’aumentare fisiologico del rischio cardiaco e metabolico, questi controlli vanno fatti più di frequente, in genere con cadenza annuale o al massimo biennale, insieme a un controllo periodico della funzionalità epatica e renale e a un semplice emocromo.

Esami specifici per l’uomo

Il punto debole degli uomini è la prostata, e il controllo più noto è quello del PSA, l’antigene prostatico specifico, un marcatore utile per prevenzione del tumore della prostata.

Le raccomandazioni più recenti della Società Europea di Urologia e quelle Italiane di oncologia medica, suggeriscono un primo controllo indicativamente tra i quarantacinque e i cinquant’anni negli uomini senza fattori di rischio particolari, con eventuale anticipo a quarantacinque anni in caso di familiarità di primo grado per tumore prostatico, e a quaranta in presenza di specifiche mutazioni genetiche note.

Oltre i settanta, settantacinque anni, il PSA generalmente non è più raccomandato, a meno di condizioni cliniche particolari.

È importante però ricordare che il PSA da solo non fa diagnosi, e quindi qualsiasi esame va sempre interpretato dal medico o dall’urologo insieme alla storia clinica; attenzione quindi ai test fai-da-te che si possono effettuare in autonomia a casa, che possono portare a decisioni autonome non condivise con il medico.

Un altro controllo importante è una visita andrologica o urologica periodica, soprattutto dopo i quarant’anni, e l’autopalpazione testicolare, un gesto semplice che ogni uomo dovrebbe imparare a fare regolarmente fin dalla giovane età per individuare precocemente noduli o alterazioni sospette.

Gli esami aggiuntivi utili

Sono esami che non sono indicati per tutti ma che andrebbero fatti in presenza di specifici fattori di rischio.

Il primo è la ricerca del sangue occulto nelle feci, effettuato anche gratuitamente dal programma nazionale di screening per la prevenzione del tumore del colon retto, rivolto agli uomini e alle donne tra i cinquanta e i settantaquattro anni.

È un test semplice, non invasivo, ma ancora molti quando ricevono la lettera d’invito non fanno poi il test, rinunciando a una prevenzione importante di una malattia pericolosa e drammatica che se scoperta agli esordi è perfettamente curabile senza terapie aggressive.

Il secondo esame aggiuntivo è l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, comunemente chiamato doppler carotideo, che valuta lo stato delle arterie che portano il sangue al cervello.

È un esame di prevenzione importante dopo i sessant’anni anche in assenza di sintomi, e già dopo i cinquanta se ci sono già più fattori di rischio cardiovascolare insieme, come ipertensione, diabete, colesterolo alto o fumo, oppure in caso di familiarità precoce per ictus o infarto.

Il calendario degli esami per fasce di età

Una prevenzione ragionata ed efficace funziona se si scaglionano gli esami nel tempo in modo da mantenere un controllo sempre attivo.

È invece inutile concentrare tutti gli esami in un’unica batteria che si fa una volta ogni dieci anni: i controlli vanno scelti bene, anche con l’aiuto del medico, e ripetuti con regolarità in base alla propria storia familiare e al proprio stile di vita.

Ecco come si può ragionare per fasce d’età, tenendo sempre presente che si tratta di indicazioni generali, da adattare con il proprio medico in base alla storia personale e familiare.

Esami fino ai quaranta anni:

In assenza di sintomi o fattori di rischio, bastano controlli di base ogni due o tre anni: emocromo, glicemia e profilo lipidico.

Non ci sono ancora indicazioni per PSA o esami cardiovascolari specifici, salvo familiarità importanti che il medico può valutare caso per caso.

Esami tra i quaranta e i cinquant’anni

I controlli di base diventano più ravvicinati, tendenzialmente annuali o al massimo biennali, e si può valutare con il medico l’opportunità di un primo PSA, soprattutto in presenza di familiarità per tumore prostatico.

Esami tra i cinquanta e i settant’anni

Si mantengono gli esami di base e la valutazione PSA su base individuale, oltre eventualmente il doppler carotideo se sono presenti più fattori di rischio cardiovascolare o su parere del medico.

Entrano in gioco poi anche gli screening sulla popolazione come la ricerca del sangue occulto nelle feci, che oltre ad essere gratuiti e facili da fare a casa sono importantissimi in chiave preventiva: non vanno trascurati.

Esami oltre i settant’anni

I controlli di base restano regolari, mentre PSA e screening colorettale vanno rivalutati insieme al medico caso per caso.

Sempre con il medico si valutano altri esami eventuali tenendo conto dello stato di salute generale e dell’aspettativa di vita, più che della sola età anagrafica.

Gli esami in farmacia sono utili o no?

In farmacia puoi fare alcuni controlli, e quelli più diffusi che quasi tutte offrono sono glicemia, colesterolo e trigliceridi, emoglobina glicata.

Gli apparecchi da farmacia sono affidabili per uno screening rapido o per un monitoraggio nel tempo, grazie a strumentazioni moderne e professionali.

Tuttavia, rispetto a un esame di laboratorio, i parametri misurabili sono molti di meno, e quindi se devi fare un check-up completo è meglio farsi prescrivere un esame completo di sangue e urine da fare in laboratorio.

I test in farmacia però sono molto utili perché ti permettono di fare o un primo esame o verificare i tuoi valori.

Ad esempio, se vieni da una famiglia di diabetici e non hai mai fatto una glicemia, in pochi minuti puoi controllare se sei a posto o se è meglio fare dei controlli approfonditi.

Oppure, se hai iniziato o cambiato di recente la terapia del colesterolo, puoi verificare se i farmaci funzionano o se è necessario informare il medico per un’eventuale modifica.

Gli esami in farmacia sono utili e hai un risultato immediato da cui capire se devi contattare il medico o no.

Controlli: periodici sì, troppi no

Tra i due estremi di chi non si controlla mai e chi è sempre ansioso e fa continuamente esami la via di mezzo di un monitoraggio costante e ragionato, senza essere ossessivo, è quella più utile.

Bisogna essere in particolare costanti con i controlli per la prevenzione cardiovascolare, soprattutto se si è già in terapia con farmaci per pressione, diabete o colesterolo, ripetendo i controlli se la cura viene modificata cambiando i dosaggi o i farmaci oppure aggiungendone di nuovi.

L’importante è ricordare che molte malattie non danno sintomi evidenti finché non sono già in uno stato avanzato e più difficilmente curabile, e quindi i controlli vanno fatti anche quando non ci sono segnali evidenti di problemi in atto.

La prevenzione consiste proprio in questo: non attendere finché è troppo tardi.

 

Faq: domande frequenti sui controlli per gli uomini

❓Se sto bene posso saltare i controlli del sangue?

No, perché condizioni come colesterolo alto e glicemia elevata sono in gran parte asintomatiche: è proprio l’assenza di sintomi a rendere utile il controllo periodico.

❓A che età conviene valutare se fare un dosaggio del PSA?

Indicativamente tra i quarantacinque e i cinquant’anni per la popolazione generale, prima in caso di familiarità o mutazioni genetiche note, sempre dopo aver parlato con il medico.

❓Il PSA alto significa sempre tumore della prostata?

No. Il PSA può alzarsi anche per infiammazioni, ipertrofia prostatica benigna o dopo attività come il ciclismo o l’eiaculazione recente.
Un valore elevato richiede sempre una valutazione medica, non è una diagnosi definitiva.

❓Il test del sangue occulto nelle feci fa male o è invasivo?

No, è un semplice test da eseguire a casa su un campione di feci. Solo se risulta positivo si viene contattati per una colonscopia di approfondimento.

❓Il doppler carotideo va fatto da tutti dopo una certa età?

Non necessariamente, ma è utile dopo i sessant’anni anche senza sintomi, oppure anche prima in presenza di più fattori di rischio cardiovascolare.

 

Bibliografia

Istituto Superiore di Sanità, Cuore: il 41% degli italiani tra 18 e 69 anni ha almeno tre fattori di rischio, ISS, 2024. https://www.iss.it/-/cuore-il-41-degli-italiani-tra-18-e-69-anni-ha-almeno-tre-fattori-di-rischio

Osservatorio Nazionale Screening, Lo screening colorettale, ONS, 2024. https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/lo-screening-colorettale

Ministero della Salute, Programmi di screening oncologico, Ministero della Salute, 2025. https://www.salute.gov.it

Articolo scritto il 3 settembre 2026 dal Dr. Gabriele Nobili.


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