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Coronavirus FAQ: quello che devi sapere - Farmacia Nobili
Coronavirus FAQ: quello che devi sapere

Dati aggiornati al 19 marzo 2020.

Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo riportando informazioni pubblicate dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), Epicentro, Corriere della Sera e New England Journal of Medicine (NEJM)

Il motivo è di fare un po’ di chiarezza, tenendo conto che la situazione è in rapida evoluzione e quindi alcune delle informazioni che riportiamo potranno variare nel tempo.

Vai al sito ECDC (solo in inglese)

Vai al sito Epicentro

Vai al sito Ministero della Salute

Ultim’ora: situazione in Italia

Attenzione, i numeri si riferiscono a persone risultate positive al test per il coronavirus; ognuna di esse può sviluppare in misura più o meno acuta la malattia ed essere più o meno contagiosa.

Specifichiamo ciò perché di fronte a questi numeri è importante rimanere calmi e non farsi prendere dal panico, in quanto non stiamo parlando di malati in fase acuta.

  • Attualmente circa 33.200 casi in Italia, di cui oltre 13.000 in Lombardia
  • 3400 morti
  • Oltre 4440 persone guarite

Questi dati variano rapidamente: cercheremo di aggiornarli man mano.

La diffusione del virus continua a un ritmo elevato ma si ritiene che entro due settimane le misure di contenimento adottate daranno i primi risultati positivi.

Perché l’Italia è la nazione più colpita in Europa

Sembra che rispetto ad altre nazioni Europee l’Italia abbia attuato un sistema di controllo molto più esteso.

L’Italia quindi non è più colpita di altri paesi ma probabilmente ha cercato meglio le persone positive al virus facendo controlli a tappeto.

Importante: circa la metà dei positivi ai test hanno sintomi leggeri che non hanno richiesto il ricovero in ospedale ma si stanno curando a casa, ovviamente in una situazione di “autoisolamento” per non contagiare altre persone.

Tuttavia sul Corriere della Sera di oggi (24 febbraio) l’infettivologo Prof. Massimo Galli dà un’altra interpretazione: l’infezione si è sviluppata nell’ospedale di Codogno dove sono stati contagiati molti degenti, ricoverati anche per altre malattie, e parte dei sanitari.

Malati e personale hanno avuto poi contatti con altre persone prima che si diagnosticasse il Coronavirus, cosa che ha diffuso la malattia.

Coronavirus: le informazioni di base

I numeri nel Mondo

  • Totale persone colpite: 242.000 di cui oltre 81000 in Cina, dove però i contagi si sono fermati a seguito delle misure adottate.
  • Totale persone colpite in Europa: circa 100.000 (questo numero sta crescendo di ora in ora), di cui: circa 33.000 in Italia , circa 15.000 in Germania, 11.000 in Francia, 2700 in Gran Bretagna, oltre 18.000 in Spagna, 4000 in Svizzera.
  • Morti: 9800, con numeri in rapido aumento nel resto del Mondo tranne in Cina, dove le misure restrittive hanno avuto successo.
  • Dimessi perché guariti: 85.000

Un breve commento ai numeri

In Cina, dove si è avuta un esplosione di casi, la diffusione del virus sta rallentando moltissimo grazie alle misure drastiche di contenimento.

Guardando altre forme infettive che si sono diffuse in passato l’andamento in genere segue un inizio brusco, con una crescita rapida dei contagiati, una fase di rallentamento fino a raggiungere il culmine e poi una fase di discesa.

La Cina attualmente è al culmine ma già si vedono chiari segnali di discesa, l’Europa è in piena salita, come era logico aspettarsi.

Basandoci sull’esempio Cinese ciò dimostra che i metodi di contenimento adottati dall’Italia prima di altre nazioni europee sono la via giusta e che quindi porteranno a un rallentamento e poi a una discesa dei casi e dei contagi.

E’ quindi importante seguire rigorosamente e senza lamentarsi le limitazioni temporanee decise da Governo e Regioni.

Cinque cose da sapere subito

  1. Mascherine: attualmente introvabili, oppure a prezzi assolutamente fuori mercato.
    L’uso delle mascherine è importante per il personale sanitario che assiste i malati e chi è in aree di forte passaggio internazionale come gli aeroporti.
  2. Dove ci sono stati gli ultimi casi si sono già attivate misure di contenimento del contagio.
  3. I sintomi sono identici a quelli dell’influenza stagionale; visto però che in Italia il coronavirus praticamente non c’è se hai febbre, mal di gola, tosse e rinite non hai certamente il coronavirus.
  4. Se non hai sintomi l’uso di farmaci a scopo preventivo, in particolare gli antibiotici, è inutile e dannoso.

Infine, in questi giorni stampa e TV ci spaventano elencando “casi sospetti” in Italia e in Europa, ma sarebbe meglio se si limitassero a informarci dei casi certi evitando di diffondere il panico.

Cos’è e da dove viene il coronavirus

Il nuovo coronavirus (chiamato Covid-19) è apparso recentemente a Wuhan, una città di circa 11 milioni di abitanti in Cina.

La famiglia dei coronavirus si chiama così per la forma particolare vista al microscopio e sono piuttosto diffusi: alcune tipi di comune raffreddore sono causati da questo gruppo di virus.

Tuttavia il Covid-19 è un tipo nuovo che non era presente precedentemente o comunque non aveva attaccato gli uomini.

Non si è ancora accertato con precisione come sia apparso, ma si suppone una trasmissione tra animali che poi, a seguito di una modifica del virus, ha coinvolto anche l’uomo.

I virus sono spesso specie-specifici, cioè colpiscono una specie di animale o l’uomo ma non passano facilmente ad un’altra specie; per fare un esempio banale, se prendi la comune influenza puoi trasmetterla ad amici e parenti ma non al tuo cane o gatto.

I virus però cambiano molto facilmente: sempre parlando d’influenza normale, capita spesso che fatto il vaccino che protegge dai tre-quattro tipi di virus stagionali appaia una variante del virus per cui il vaccino non dà protezione e ci si ammali.

Se ci sono più specie di animali che vivono a stretto contatto può presentarsi un virus che, diffusosi in una specie, improvvisamente cambia e riesce a fare il salto ad un’altra e alla fine all’uomo.

E’ quello che si pensa sia successo questa volta ma è già capitato in passato e spesso in Oriente, dove c’è una tradizione di mercati e allevamenti dove molti tipi di animali vivi (maiali, anatre, polli…) sono a stretto contatto con l’uomo in condizioni igieniche davvero inimmaginabili.

La notizia positiva è che al momento la mortalià del virus Covid-19 è molto inferiore ai suoi “fratelli” degli anni scorsi: siamo al 2% contro il 10% della Sars e circa il 30% di Mers, quest’ultimo un virus che si era diffuso negli stati arabi nel 2012.

Stiamo comunque parlando di dati provvisori che possono modificarsi nel tempo.

Cosa si sta facendo per arginarlo

Saprai che la Cina ha isolato alcune città, circa 18 che ospitano in tutto quasi 60 milioni di persone.

Molte Nazioni del Mondo hanno interrotto i collegamenti aerei con la Cina e adottato misure di emergenza per identificare e tenere sotto osservazione i casi sospetti.

In Italia è stato decretato lo Stato di Emergenza Nazionale, in cui il Governo adotta in maniera uniforme su tutto il territorio Nazionale misure severe di prevenzione e controllo.

Questi provvedimenti così drastici e il blocco dei collegamenti sono importanti perché oggi gli spostamenti sono molto rapidi (pensa a treni veloci ed aerei) e ogni passeggero infetto può portare il virus in una zona dove ancora non c’è.

E tuttavia è anche un segno che il virus è molto temuto, anche ricordando precedenti e gravi eventi simili come la cosiddetta Influenza Suina (H1N1) del 2009-2010 e la SARS del 2002-2003.

Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie attualmente c’è un rischio medio-alto di nuovi casi in Europa portati da turisti o persone che sono state in Cina.

Invece, e questa è una buona notizia, il rischio di trasmissione tra due persone che già vivono in Europa è basso.

Ciò vuol dire che oggi, visto che tutte le persone provenienti dalla Cina sono tenute sotto controllo, è improbabile che tu possa prendere il virus nelle tue attività di tutti i giorni.

In questo momento quindi chiudersi in casa ed avere paura dei luoghi affollati è una reazione eccessiva.

Coronavirus: trasmissione e sintomi

La modalità di trasmissione è praticamente identica alla comune ifluenza e cioè:

  • Tramite colpi di tosse e starnuti di persone infette che diffondono goccioline di saliva contenenti il virus.
  • Col passaggio di saliva, ad esempio con lo scambio di posate e bicchieri o con il bacio di una persona infetta.
  • Col contatto di altri liquidi biologici del malato come vomito, feci, urina.

Anche i sintomi sono sostanzialmente uguali all’influenza comune; malessere, febbre alta, tosse, grande debolezza, difficoltà respiratorie, dolore al petto.

La complicazione di questo coronavirus è data comparsa nei casi più gravi di un’infezione polmonare di origine virale.

Difficile per ora stabilire con certezza quanto sia contagiosa, anche se i primi studi testimoniano una contagiosità inferiore alla SARS, l’infezione da coronavirus apparsa e per fortuna bloccata tra il 2002 e il 2003 (NEJM)

Se questo dato sarà confermato è una buona notizia, in quanto un virus estremamente contagioso è più difficile da arginare.

Meno positivo è il fatto che il tempo d’incubazione è lungo, circa 15 giorni.

Il tempo d’incubazione è il periodo tra il primo contagio col virus e la comparsa dei sintomi, in cui la persona può infettarne altre ma non ha segni della malattia che diano un segnale di allarme che permettano d’isolarlo intempo.

Ma, come ha detto recentemente la virologa Ilaria Capua (l’ennesima ricercatrice Italiana che abbiamo fatto fuggire dal nostro paese), questa caratteristica della trasmissone da parte di persone senza sintomi è comune a molte altre malattie, ad esempio nel morbillo.

In uno studio che ha coinvolto i primi 425 casi identificati si è notato che non c’erano bambini sotto i 15 anni, cosa che ha fatto supporre siano meno colpiti dall’infezione (fonte NEJM ).

Tuttavia oggi (28 febbraio) la situazione è cambiata: in Italia sono otto i minorenni colpiti, anche se sembra che riescano ad affrontare e combattere meglio la malattia.

Al momento però queste sono ancora tutte ipotesi in una situazione in rapida evoluzione.

Coronavirus: quale prevenzione?

Le precauzioni più valide sono identiche a quelle contro l’influenza.

  • Lavati spesso le mani o portati un disinfettante per pulirle spesso.
    Questa è la precauzione più importante e che ti dà la protezione migliore.
  • Tossisci e starnutisci coprendoti la bocca con la mano o meglio ancora con un fazzoletto o con il braccio: in questo modo eviti di diffondere qualsiasi tipo d’infezione.

In questi giorni c’è stata la corsa alle mascherine antibatteriche che sono terminate ovunque; in realtà le mascherine servono solo se:

  • Sei un operatore sanitario e potresti venire in contatto con un malato.
  • Se per motivi di lavoro ti devi recare e soggiornare in Cina
  • Sei già malato e vuoi evitare di diffondere il virus con starnuti e colpi di tosse; in questo caso quindi sei tu che proteggi gli altri.

L’uso delle mascherine nei luoghi pubblici non ha senso perché per ora la diffusione del virus in Italia è relativamente bassa e inoltre il virus non resta “sospeso” nell’aria come un gas.

Se hai fatto il vaccino contro l’influenza non può proteggerti perché questo è un virus nuovo.

Assolutamente inutile contro qualsiasi virus l’uso “preventivo” di antibiotici, che sono efficaci solo in caso d’infezione da batteri (che sono completamente diversi dai virus) e comunque mai come prevenzione.

Ecco nuovamente il link al sito del Ministero della Sanità dove restare informati.

Scritto il 25 gennaio 2020 – Autore: Dr. Gabriele Nobili

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