Tre +1 rimedi contro la stanchezza

Tre (+1) rimedi naturali contro la stanchezza e l’affaticamento stagionale

Al cambio di stagione spesso compare uno stato di stanchezza e affaticamento che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sul tuo benessere generale.

Non è certamente una condizione clinica severa, ma influenza negativamente le attività quotidiane, la concentrazione e il benessere emotivo.

Questo malessere è spesso attribuito al cambiamento stagionale, e varie ricerche hanno suggerito che può essere legato a diversi fattori, tra cui i cambiamenti nei ritmi circadiani, le variazioni di luce e temperatura, potenziali squilibri ormonali.

Puoi intervenire in maniera naturale ma efficace con diversi rimedi, che però hanno caratteristiche molto diverse tra loro e in alcuni casi sono controindicati o possono avere effetti collaterali.

In questo articolo ti parlo di tre rimedi molto noti ma su cui spesso non si sa abbastanza; e, come ti sarà ovvio, se scegli il tipo sbagliato l’effetto non sarà quello che ti aspetti.

Ho detto tre? In realtà ne troverai uno in più.

L’azione adattogena delle piante

Userò spesso il termine “adattogeno”,  che indica le sostanze naturali che aiutano il corpo ad adattarsi allo stress e hanno un effetto normalizzante sulle funzioni corporee.

Queste sono le caratteristiche principali che deve avere un adattogeno:

  1. Aiuto nella Resistenza allo Stress: capacità di aiutare il corpo a gestire, rispondere e adattarsi a vari tipi di stress, sia fisici che psicologici.
    Ciò include lo stress dovuto a fattori ambientali e climatici (ad esempio temperature estreme), a sforzo muscolare intenso, a situazioni psicologiche o mentali faticose (come un esame o un ambiente di lavoro competitivo), a infezioni.
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  2. Effetti Normalizzanti: capacità di equilibrare e stabilizzare i processi fisiologici del corpo.
    Non viene modificata una specifica funzione corporea, ma un adattogeno aiuta a riportare l’equilibrio generale dell’organismo prima, durante o dopo uno stress.
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  3. Sostegno alle Funzioni Corporee: un adattogeno può migliorare la funzione di vari sistemi corporei, incluso il sistema immunitario, il sistema endocrino e il sistema nervoso.
    Contribuisce a ottimizzare le prestazioni e l’efficienza del corpo.
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  4. Sicurezza: importante per una sostanza adattogena è la sua sicurezza e la mancanza di effetti nocivi quando usata in dosi normali.
    Gli adattogeni devono essere non tossici e non causare disturbi ai normali processi fisiologici del corpo, cosa che li distingue ad esempio dalle sostenze dopanti.

 

Ti parlerò di 2 piante (+una) con effetto adattogeno comprovato da molti studi e di un composto naturale ad azione più dolce molto indicato per bambini e anziani.

1) Ginseng: sveglia la mente

Il ginseng è un valido aiuto naturale per contrastare la stanchezza primaverile, grazie alle sue proprietà toniche e adattogene; è un rimedi molto attivo, che dà

Immagine delle radici di ginseng
Le radici di ginseng

benefici immediati ma non è adatto a tutti.

Il tipo che si trova più frequentemente negli integratori è il Panax ginseng (ginseng asiatico), pianta è stata usata per millenni nella medicina tradizionale cinese per le sue proprietà benefiche.

Le sostanze attive presenti nel ginseng sono principalmente i ginsenosidi, che stimolano la risposta dell’organismo allo stress e migliorano la performance fisica e mentale.

Benefici: una carica per mente e corpo

Alcune ricerche mostrano un miglioramento della vigilanza e dell’attenzione, dei tempi di reazione e della prontezza mentale.

In uno studio con due gruppi di persone, quello che assumeva ginseng ha avuto prestazioni migliori di calcolo aritmetico, deduzione logica e ha mostrato una minore fatica mentale e fisica.

Altri studi suggeriscono anche che possa avere effetti benefici sulla funzione sessuale, ma non è stato chiaramente dimostrato, mentre è accertato l’effetto positivo sulle difese immunitarie.

Rilevata anche un’attività ipoglicemizzante, con riduzione della glicemia; questo fatto consiglia prudenza nell’uso in soggetti diabetici.

Controindicazioni e Precauzioni

L’abuso di ginseng può causare effetti collaterali come insonnia, mal di testa e variazioni della pressione arteriosa, tachicardia; questi effetti si hanno con dosi elevate o associate a altri stimolanti come la caffeina o energy drink assunti in quantità eccessive.

Da evitare nei bambini e nelle donne in gravidanza e allattamento.

Altre controindicazioni sono l’uso di anticoagulanti come il Warfarin o di farmaci che agiscono sul sistema nervoso come ansiolitici, antidepressivi, antiepilettici e farmaci contro l’insonnia.

+ 1: l’altro ginseng, l’eleuterococco

Il panax ginseng non va confuso con il cosiddetto “ginseng siberiano”, che si chiama eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) ed è una pianta molto diversa, benché anch’essa adattogena.

L’eleuterococco è molto noto per la sua capacità di aumentare l’energia, ridurre la fatica e migliorare la resistenza allo stress, utile quindi per aumentare la capacità di lavoro fisico e intellettuale, specialmente durante periodi di affaticamento e debolezza.

Alcuni studi mostrano un miglioramento di resistenza fisica e concentrazione mentale, ma ha dimostrato di avere soprattutto proprietà immunomodulanti di aiuto al sistema immunitario, cosa che lo rende molto indicato negli stati di astenia durante una malattia o in convalescenza.

La differenza principale con il ginseng asiatico è che l’eleuterococco non dà quell’energica stimolazione nervosa che nelle persone più sensibili può causare un po’ di agitazione.

Le controindicazioni sono simili ad altri adattogeni: no gravidanza e allattamento, no infanzia, possibili interazioni con farmaci, prima di tutto gli anticoagulanti e gli immunosoppressori.

2) Rodiola: il tonico dell’umore

La Rodiola (Rhodiola rosea) è una pianta perenne che cresce nelle regioni fredde dell’Europa settentrionale, Asia e Artico, ed è conosciuta anche come “radice

Immagine di una pianta di rodiola
La rodiola aiuta il tuo umore

d’oro” o “radice artica”, molto usata nelle medicine tradizionali scandinave e russe.

I suoi composti bioattivi sono rosavine e salidrosidi, oltre ad altri fenoli, terpeni, flavonoidi e acidi organici.

Benefici: l’anti burnout

Per burnout s’intende una sidrome legata a condizioni esterne, ad esempio lavorative, che causano uno stress continuo e prolungato che porta a un progressivo esaurimento delle energie fisiche e mentali.

La persona non solo si sente priva di forze, ma manifesta forme psicologiche come nervosismo, insofferenza, apatia, perdita d’interesse, senso d’inutilità, vuoti di memoria, turbe del sonno.

Da alcuni studi la rodiola sembra agire positivamente su questi stati, grazie a un’azione di modulazione del cortisolo, ormone associato allo stress; l’effetto tonico generale si accompagna a una riduzione di ansia e agitazione, con un miglioramento generale dell’umore.

Oltre a ciò, non manca l’effetto diretto sulla forza e resistenza muscolare, che pare legata a un’azione sul metabolismo energetico e sulla produzione di ATP, fonte energetica del muscolo.

Controindicazioni e Precauzioni

Come tutti i rimedi già visti, l’uso in gravidanza, allattamento e nell’infanzia non è stato adeguatamente studiato e quindi si ritiene controindicato.

Sconsigliabile anche se si usano farmaci con effetto sul sistema nervoso, compresi gli antidepressivi, in quanto non sono state approfondite le possibili interazioni.

L’uso di anticoagulanti a base di warfarin è una controindicazione assoluta.

3) Pappa reale: energia per tutte le età

La pappa reale è una sostanza prodotta dalle api operaie ricca di nutrienti e veramente unica, utilizzata all’interno dell’alveare per nutrire la regina durante tutto il

Immagine di api nell'alveare
La pappa reale: energia anche per bambini e anziani

suo ciclo di vita e le larve nei loro primi giorni di sviluppo.

La pappa reale contiene un mix di acqua, carboidrati, proteine, vitamine (soprattutto del gruppo B, come B1, B2, B6, B12, acido pantotenico e niacina), minerali (quali ferro, calcio e potassio) e acido 10-idrossidecenoico (10-HDA), che il componente più distintivi e biologicamente attivo che non si trova in quantità significative in altri prodotti dell’alveare come il miele o il polline.

È un acido grasso insaturo che ha dimostrato proprietà antimicrobiche, in particolare contro alcuni batteri e funghi, e nell’alveare contribuisce alla protezione da infezioni e parassiti.

La pappa reale più che un adattogeno è un vero e proprio “superfood” molto efficace a tutte le età.

Benefici: energia e appetito anche per bambini e anziani

Rispetto ad altri rimedi naturali la pappa reale è in genere efficace e adatta anche ai soggetti più delicati come bambini e anziani.

Molti studi testimoniano una buona azione immunomodulante, un effetto tonico ed energizzante, un aumento dell’appetito, un possibile effetto antianemico; questo rende la pappa reale un’ottima risorsa durante stati di malattia e convalescenza, con anche un effetto tonico e migliorativo delle capacità cognitive.

Particolarmente evidenziata dalla ricerca è l’ottima attività sul sistema immunitario, cosa che suggerisce l’uso in più cicli da ripetere mensilmente durante i mesi invernali.

Altre ricerche hanno mostrato anche un’azione sul metabolismo delle lipoproteine, con effetti positivi sul colesterolo totale ed LDL.

Il grosso vantaggio della pappa reale è che è quasi sempre ben tollerata, e priva di azioni stimolanti sul sistema nervoso (a differenza ad esempio del ginseng) che potrebbero disturbare i più piccoli e gli anziani.

Pappa reale: precauzioni ed avvertenze

Nonostante i suoi benefici, la pappa reale può causare reazioni allergiche in individui sensibili ai prodotti delle api, ed è quindi sconsigliata in caso di allergie note a miele, polline o altri derivati dell’alveare.

In gravidanza e durante l’allattamento l’uso della pappa reale dovrebbe essere valutato attentamente e sempre sotto il controllo di un medico, a causa della mancanza di studi esaustivi sulla sua sicurezza in queste condizioni, situazione comune a moltissimi rimedi naturali.

E’ stata riportata l’interazione con anticoagulanti a base di warfarin (ad esempio Coumadin e Sintrom): se sono farmaci che usi, la pappa reale va evitata.

Tonici e sovradosaggio: di più non è meglio

Come hai visto ci sono diversi rimedi utili, e nei titoli ti ho schematizzato in breve gli usi principali di ognuno, anche se le divisioni non sono così nette: hanno tutti un effetto sensibile sia sulla stanchezza fisica che su quella mentale, ma con sfumature diverse.

Ad esempio l’eleuterococco aiuta la resistenza anche del sistema immunitario, ginseng è una “sveglia per la mente”, la rodiola è ottima per l’umore.

Questi effetti positivi possono però facilmente portare ad un uso eccessivo che può dare sovradosaggi ed effetti collaterali imprevisti; il più comune è quello dato dall’abuso di ginseng, che ad alte dosi può dare agitazione ed insonnia, oltre a disturbi gastrici.

Si tratta di effetti rarissimi alle dosi che consigliamo, ma che compaiono quando ci si “fa prendere la mano” e si comincia ad eccedere; ricorda anche che gli effetti eccitanti si sommano se usi altri stimolanti come caffeina ed energy drink, cosa da evitare.

E’ importante poi ricordare che questi rimedi non compensano la mancanza di sonno, che è il principale metodo di recupero fisico e mentale, oltre che di fissazione della memoria: l’idea quindi di utilizzarli in quantità per mantenersi svegli più a lungo senza conseguenze è sbagliata.

Gli adattogeni vanno utilizzati come aiuto di un uno stile di vita equilibrato, e alla lunga non riescono e non possono compensare delle cattive abitudini.

La pappa reale resta un discorso a parte, in quanto ha caratteristiche decisamente diverse dagli altri, ma ciò non toglie che l’abuso resta scarsamente utile; ad esempio l’azione sull’energia e sull’appetito resta monca se non c’è anche un regime dietetico vario, completo ed equilibrato.

Tanto è abbastanza ? No.

Un ultimo punto importante: ormai gli integratori più seri ti indicano non solo la quantità di sostanza per dose (ad esempio, ginseng 160 mg) ma anche la concentrazione del principio attivo (titolata 20% ginsenosidi).

Quest’ultima grandezza, la titolazione in principio attivo, è quella che conta perché ci sono qualità molto differenti di ginseng con caratteristiche benefiche e costi molto diversi.

Qundi tra due prodotti uno con 200 mg di ginseng e l’altro con 300 mg guardare la quantità totale trae in inganno: potrebbe benissimo darsi che il primo sia in realtà quello con principi attivi del ginseng più concentrati e quindi più efficaci.

Basarsi quindi sulla semplice quantità di pianta contenuta o ritenere che due prodotti con prezzi diversi siano però sostanzialmente uguali perché contengono lo stesso tipo di erba può portare a valutazioni sbagliate.

E anche ad effetti insoddisfacenti.

 

Articolo scritto dal Dr. Gabriele Nobili il 1 marzo 2024

 

Bibliografia e fonti:

The Clinical Efficacy of Rhodiola rosea L. in Managing Stress-Induced Conditions

Current Status of the Bioactive Properties of Royal Jelly: A Comprehensive Review with a Focus on Its Anticancer, Anti-Inflammatory, and Antioxidant Effects

Parliamo di: “pappa reale” – articolo su FIMP

Fabio Firenzuoli: Fitoterapia – Guida all’uso clinico delle piante medicinali – Ed. Edra

Autori vari: Alimentazione per lo sport e la salute – Casa Editrice Ambrosiana

 

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