Il controllo della glicemia nel diabete

Controllo della glicemia nel diabete tipo 2

Come saprai ci sono due tipi di diabete, il tipo 1 che richiede l’uso d’insulina, e il tipo 2 che si cura con farmaci in pastiglie ed è anche il più diffuso.

Il diabete di tipo 2 è però spesso mal gestito, perché in genere non provoca sintomi evidenti e quindi non ci si accorge se la situazione sta peggiorando; tuttavia una glicemia mal controllata provoca lentamente un danno progressivo a molti organi, causando un aggravamento irrecuperabile.

Una delle armi più importanti rimane quindi un controllo accurato e continuo della glicemia con il tuo misuratore.

Le strisce non bastano mai

Il problema dell’automisurazione della glicemia è che spesso le strisce sono sempre poche; da qualche anno poi la Regione Lombardia ha molto diminuito il numero di reattivi per il diabete gratuiti, e ora la maggior parte dei diabetici è in difficoltà.

Attualmente viene concessa gratuitamente una confezione da 25 strisce circa ogni tre mesi o una da 50 ogni cinque, che corrisponde a sole otto strisce al mese; diventa quindi importante non sprecarle facendo solo misurazioni utili a te e al medico perché possa capire se la cura è adeguata.

I valori normali di glicemia in una persona non diabetica sono inferiori a 100 mg/dl a digiuno e inferiori a 140 mg/dl due ore dopo un pasto, ma ovviamente per un diabetico è molto difficile riuscire a rimanere entro questi limiti.

In un diabetico di tipo 2 sono quindi accettabili questi intervalli di glicemia (fonte: Fondazione Veronesi)

  • Glicemia a digiuno inferiore a 130 mg/dl
  • Glicemia due ore dopo un pasto tra 140 e 180 mg/dl

Ovviamente l’ideale è rimanere molto al di sotto del valore più alto, e quindi avere a digiuno una glicemia di 126 rimane un valore d’allarme, perché molto vicino a quello massimo accettabile; in altre parole, basta davvero troppo poco per essere fuori controllo.

In generale se i valori sono sempre alti le cause sono o una terapia non adeguata o comportamenti e stile di vita sbagliati della persona.

A dire il vero però quasi sempre è il diabetico che gestisce male la sua dieta o ha cattive abitudini che rende meno efficace la cura; anzi, bisogna forse capire una volta per tutte che la pastiglia è solo un aiuto che non basta se non lavori anche sul miglioramento del tuo stile di vita.

Le azioni necessarie per un diabetico sono:

  • Perdita di peso: nella maggior parte dei casi il diabetico di tipo 2 è in sovrappeso, e in particolare ha un girovita un po’ troppo abbondante (grasso addominale)
  • Aumento del movimento: camminare, muoversi, fare un po’ di attività fisica aiuta a tenere sotto controllo la glicemia
  • Controllo dietetico: contrariamente a quanto si crede in genere non sono necessarie diete strette e di sacrificio, ma una semplice correzione di alcune abitudini sbagliate

Senza questi interventi la cura a poco a poco sarà meno efficace, la tua malattia peggiorerà e anche i valori delle tue misurazioni saranno sempre elevati.

Otto strisce al mese: usale bene!

Ma torniamo alla misurazione che devi fare a casa, e vediamo di ottenere dei risultati validi per migliorare la situazione.

I due momenti utili sono prima di un pasto e due ore dopo aver mangiato; la misurazione dopo i pasti serve a capire se e con che efficienza l’organismo riesce a “smaltire” gli alimenti, cosa che può dipendere sia dal tipo di pasto che da un buon controllo della malattia.

Invece di fare misurazioni a caso secondo alcune ricerche è meglio fare dei controlli “strutturati”, cioè con dati che possano dare un quadro completo di un determinato momento della giornata.

Ci sono diversi schemi di misurazioni strutturate, ma in genere richiedono un numero di strisce molto più elevato di quelle che tu hai disposizione.

Si può usare allora un monitoraggio semplificato “a scacchiera”, in cui in un giorno della settimana (che cambi tutte le settimane) fai due misurazioni: una prima di un pasto e una dopo, come nella figura che vedi all’inizio dell’articolo (Modificata da fonte AMD).

Visto il numero limitato di test che hai, lo schema nelle quattro settimane del mese potrebbe essere:

  • Settimana 1: Lunedì prima di colazione e due ore dopo
  • Settimana 2: Mercoledì prima di pranzo e due ore dopo
  • Settimana 3: Venerdì prima di cena e due ore dopo
  • Settimana 4: Domenica prima di colazione e due ore dopo

Quindi, due misurazioni di seguito prima e dopo il pasto, una volta la settimana cambiando sempre il giorno e il pasto da controllare.

Risultati alti? Niente panico

Se un giorno trovi due misurazioni più alte del solito è poco utile agitarsi e fare subito altri controlli: sprecheresti solo strisce inutilmente.

Ovviamente parliamo di valori un po’ più alti della norma e non di numeri totalmente fuori controllo: per esempio se hai una glicemia a digiuno a 160 o dopo un pasto a 250 una chiamata al medico è da fare di sicuro.

Se però hai di norma una glicemia abbastanza regolare e un giorno hai due misurazioni un po’ più alte del solito in genere è inutile preoccuparsi: valori costanti e regolari nel tempo sono più importanti di un risultato occasionalmente alto.

La settimana successiva verificherai se si è trattato di un caso isolato o no e deciderai come muoverti.

Se le nuove misurazioni sono tornate regolari può darsi che quel giorno ci fosse qualcosa di particolare che ha modificato i valori: capita ad esempio in un momento di stress o con una febbre improvvisa.

Se invece la situazione si ripete consultati con il tuo medico perché per quel mese potrebbe essere utile fare qualche misurazione in più anche se hai poche strisce, per cercare di capire con lui cosa sta succedendo.

Come dei risultati giusti e costanti nel tempo ti dicono che la situazione è buona, valori elevati che si ripetono con troppa frequenza non sono un buon segno e non li devi sottovalutare anche se non hai nessun altro sintomo: il diabete tipo 2 è insidioso proprio perché si peggiora senza accorgersene.

L’unico strumento utile è il tuo misuratore di glicemia: usalo bene e migliorerai moltissimo il controllo della malattia.

Articolo scritto da Gabriele Nobili il 26 dicembre 2020