Diarrea del viaggiatore: come affrontarla
In questo articolo parleremo di:
- Diarrea del viaggiatore: come affrontarla e prevenirla
- La prevenzione è la cosa più importante
- Se compaiono i sintomi
- Quando consultare un medico
- Dopo il viaggio: quando preoccuparsi
- Evita un disturbo che può rovinare una vacanza
- Checklist di prevenzione pratica prima e durante il viaggio
- Cosa mettere in valigia: mini kit di pronto soccorso intestinale
- Domande frequenti (FAQ)
Diarrea del viaggiatore: come affrontarla e prevenirla
La diarrea del viaggiatore è uno dei disturbi più comuni che possono compromettere una vacanza o un viaggio di lavoro, soprattutto in destinazioni con clima caldo o con condizioni igieniche carenti.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo problema non riguarda solo i viaggi in paesi tropicali o in via di sviluppo, ma anche soggiorni in crociera, resort o città europee, dove anche un un semplice cambio di alimentazione può provocare disturbi intestinali anche acuti.
Nella maggior parte dei casi si tratta di un’infezione gastrointestinale causata da batteri coliformi, in particolare Escherichia coli, che si moltiplicano facilmente in presenza di acqua o alimenti contaminati, specialmente dove le condizioni igieniche sono carenti.
Meno frequenti, ma potenzialmente più gravi, sono le infezioni da Salmonella, Vibrio cholerae, Shigella o protozoi come Giardia e le amebe, mentre in alcune situazioni possono coesistere più agenti infettivi.
I sintomi tipici comprendono diarrea acquosa, crampi addominali, gonfiore e borborigmi intestinali (i classici rumori di pancia), talvolta accompagnati da febbre.
Nelle forme più serie si possono presentare feci con sangue o muco, febbre alta e uno stato generale di forte debilitazione.
Il rischio maggiore, però, è rappresentato dalla disidratazione, dovuta alla rapida perdita di liquidi e sali minerali, che può diventare un serio pericolo nei bambini, negli anziani e nei soggetti fragili, specialmente in climi caldi o durante viaggi impegnativi.
È quindi fondamentale riconoscere precocemente i segnali di allarme, come urine scarse e molto concentrate, sete intensa, secchezza della bocca, delle labbra e della lingua.
Come si manifesta l’infezione intestinale
Dal punto di vista clinico, la diarrea infettiva si manifesta spesso con una sequenza ripetitiva: crampi addominali che si accentuano progressivamente fino alla scarica, seguiti da una momentanea attenuazione del dolore.
Questo ciclo può ripetersi più volte nell’arco della giornata, accompagnato da peristalsi marcata (movimenti intestinali intensi) e da borborigmi, ossia rumori di rimescolamento dovuti all’accumulo di gas e liquidi nell’intestino.
La prevenzione è la cosa più importante
Per ridurre al minimo il rischio di contrarre una diarrea da viaggio, è fondamentale adottare fin da subito comportamenti prudenti a tavola, a partire dalla scelta di ciò che si mangia e si beve.
Acqua del rubinetto, ghiaccio nelle bevande, frutta e verdura crude lavate con acqua locale, frutti di mare e piatti preparati con largo anticipo e lasciati a temperatura ambiente rappresentano i principali veicoli di contaminazione.
Anche succhi freschi, frullati e salse fredde, specialmente quelle a base di uova come la maionese, possono essere pericolosi, specialmente nei climi caldi.
Per proteggersi, è consigliabile consumare solo alimenti ben cotti e serviti caldi, scegliere frutta che si può sbucciare al momento e bere esclusivamente acqua in bottiglie sigillate acquistate in hotel o supermercati: sono riportati casi di chioschi improvvisati che vendono bottiglie riempite di acqua non pura e poi risigillate.
Un’altra difesa naturale è rappresentata dall’acidità dello stomaco, che funge da barriera contro molti microrganismi patogeni; chi assume farmaci che riducono la secrezione acida (come omeprazolo, lansoprazolo o simili) dovrebbe valutare, con il proprio medico, una sospensione temporanea durante il viaggio, se compatibile con le cure in atto.
Sull’ utilità dell’uso preventivo di fermenti lattici ad alta concentrazione, da iniziare qualche giorno prima del viaggio, non ci studi che ne dimostrino con certezza l’efficacia, anche se possono contribuire a mantenere l’equilibrio della flora intestinale.
Se compaiono i sintomi
Se la diarrea si manifesta nonostante le precauzioni, il primo passo è prevenire la disidratazione.
Bere spesso, anche a piccoli sorsi, e usare soluzioni reidratanti a base di sali minerali è fondamentale per evitare complicazioni, soprattutto nei bambini, negli anziani o in ambienti caldi.
Per alleviare i sintomi più fastidiosi negli adulti — come crampi e urgenza — gli antidiarroici orali (ad esempio la loperamide) sono efficaci e di rapida azione, ma non devono essere usati in caso di febbre o presenza di sangue nelle feci.
Nel caso dei bambini, l’uso è controindicato sotto i 6 anni e da valutare con estrema cautela fino ai 12: in questi casi è preferibile ricorrere a rimedi astringenti naturali, come tannini vegetali.
Un supporto utile in fase acuta è rappresentato dal Saccharomyces boulardii, un probiotico ben documentato scientificamente: studi clinici dimostrano che può ridurre la durata della diarrea fino a un giorno e abbassare l’incidenza dei casi nei viaggiatori.
Quando consultare un medico
È importante rivolgersi tempestivamente a un medico in caso compaiano:
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febbre persistente o elevata,
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sangue, muco o forte dolore addominale,
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diarrea che dura più di 48–72 ore nonostante i trattamenti,
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chiari segni di disidratazione.
Solo in queste situazioni un medico valuterà la necessità di una terapia antibiotica mirata, in base alla situazione clinica del paziente.
Dopo il viaggio: quando preoccuparsi
Al rientro, la maggior parte dei disturbi intestinali si risolve spontaneamente in pochi giorni, ma se la diarrea persiste oltre una settimana, se compaiono nuovi sintomi come dolori addominali ricorrenti, stanchezza anomala o perdita di peso, è importante consultare il medico.
Questo vale in particolare se si è soggiornato in aree tropicali o con scarse condizioni igieniche, dove il rischio di parassitosi intestinali da forme tropicali è maggiore.
In questi casi, il medico potrà prescrivere esami specifici, come la coprocoltura o la ricerca di parassiti, per impostare un trattamento mirato anche sulla base dei Paesi visitati in cui possono essere presenti forme endemiche.
Evita un disturbo che può rovinare una vacanza
La diarrea del viaggiatore è raramente pericolosa, ma può compromettere il tuo viaggio, limitare gli spostamenti, causare disagio e in alcuni casi obbligare a cure mediche: ecco perché la prevenzione è così importante.
Poche regole semplici, un po’ di attenzione su dove e cosa si mangia permettono di ridurre drasticamente i rischi e affrontare in sicurezza anche destinazioni più “impegnative”, per godersi solo il meglio del viaggio.
Checklist di prevenzione pratica prima e durante il viaggio
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Bevi solo acqua in bottiglia sigillata, evita ghiaccio e bibite da bancarelle.
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Preferisci cibi caldi, ben cotti e serviti al momento.
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Evita frutta e verdura crude, a meno che non le sbucci tu stesso.
- Salse e creme fredde a base di latticini e uova sono ad alto rischio.
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Se possibile, evita farmaci che riducono l’acidità gastrica.
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Cura l’igiene delle mani, usa gel disinfettanti prima di mangiare.
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Porta con te un kit di primo intervento intestinale (vedi sotto).
Cosa mettere in valigia: mini kit di pronto soccorso intestinale
Ecco la dotazione di base per la gestione dei disturbi intestinali:
✅ Fermenti lattici ad alta concentrazione (meglio se con Saccharomyces boulardii)
✅ Sali minerali per soluzioni reidratanti orali: tipo Polase o simili, da usare molto diluiti (una busta in 500 ml di acqua)
✅ Per gli adulti: antidiarroico da banco (es. loperamide, solo per adulti e uso occasionale)
✅ Per i bambini: integratore astringente naturale a base di tannini o ad azione adsorbente con argille
Domande frequenti (FAQ)
❓La diarrea del viaggiatore è sempre causata da batteri?
No. Sebbene la maggior parte dei casi sia dovuta a batteri, virus (come il rotavirus o norovirus) e protozoi possono essere coinvolti, specialmente in viaggi in aree tropicali.
❓I fermenti lattici prevengono la diarrea?
Non offrono protezione assoluta, ma possono ridurre la probabilità e la durata dell’episodio, soprattutto se iniziati prima del viaggio.
❓ La loperamide si può usare sempre?
Solo in adulti, e mai in presenza di febbre o sangue nelle feci. È controindicata sotto i 6 anni, in gravidanza e allattamento.
❓ Quando serve l’antibiotico?
Solo nei casi gravi o persistenti, e sempre su prescrizione medica, dopo accertamenti che l’infezione sia effettivamente batterica.
❓ Cosa succede se i sintomi continuano dopo il ritorno?
È necessaria una visita medica; potrebbe trattarsi di un’infezione da parassiti come giardia o amebe oppure una sindrome post-infettiva da trattare in modo specifico.
Articolo scritto dal Dr. Gabriele Nobili il 24 giugno 2018, aggiornato e rivisto il 27 Giugno 2025
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