Insufficienza Venosa Cronica: cause, sintomi, rimedi naturali e consigli pratici

Gambe pesanti, gonfie, con vene visibili sotto pelle che diventano più evidenti d’estate o dopo una giornata in piedi: sono i sintomi tipici dell’insufficienza venosa cronica (IVC).

In Italia si stima che la malattia venosa cronica colpisca circa 19 milioni di persone: tra le donne ne sono colpite più della metà, ma interessa anche dal 10 al 50% degli uomini, che però spesso sono poco consapevoli del problema.

Tuttavia l’insufficienza venosa cronica non è solo un problema estetico, ma una vera e propria malattia della circolazione sanguigna che, se trascurata, tende a peggiorare nel tempo.

In questo articolo vedremo le cause, i segnali di allarme che devi riconoscere, come si può prevenire e quali rimedi naturali disponibili per combatterla efficacemente.

La circolazione del sangue nelle gambe

La circolazione delle gambe è costituita da una fitta rete di vasi sanguigni, arteriosi che dal cuore portano sangue ossigenato ricco di nutrienti e venosi che lo trasportano indietro a cuore e polmoni.

Le vene delle gambe quindi hanno la funzione di portare via il sangue refluo verso il cuore contro la forza di gravità, e questo processo avviene grazie a:

    • Valvole venose che impediscono il reflusso del sangue verso il basso
    •  Pompa muscolare del polpaccio, vale a dire il movimento e contrazione del muscolo che ad ogni passo comprime le vene e spinge verso l’alto

Quando le valvole non funzionano correttamente o le pareti delle vene si indeboliscono, il sangue ristagna nei vasi provocando gonfiore, dolore, gambe pesanti e, nei casi più gravi, vene varicose, alterazioni cutanee e ulcere venose.

A ciò si accompagna spesso una permeabilità vasale, cioè i vasi sanguigni lasciano sfuggire una parte dei liquidi che gonfiano i tessuti circostanti, e un’infiammazione dell’endotelio dei vasi sanguigni, cioé la parete interna direttamente a contatto col sangue.

I sintomi dell’insufficienza venosa

L’IVC si manifesta con disturbi che si accentuano e diventano più fastidiosi con il caldo, dopo lunghe ore in piedi o seduti e nella seconda metà della giornata:

    • Gambe pesanti e affaticate
    • Gonfiore, soprattutto alle caviglie
    • Dolore o crampi notturni
    • Vene varicose visibili
    • Prurito, pelle secca o colorito brunastro
    • In casi avanzati, ulcere o lesioni cutanee

Se hai questi disturbi un angiologo può diagnosticarti con precisione l’IVC con l’ecocolordoppler venoso, un esame non invasivo che permette di valutare la struttura delle vene e la presenza di reflusso o ostruzioni.

Puoi valutare da te il tuo problema usando questa tabella presa dal sistema CEAP usato dai medici capire a che stadio di gravità è la malattia; passando dal verde al rosso la situazione richiede via via un intervento medico più urgente e deciso.

Classe Segni clinici Sintomi tipici
C0 Nessun segno visibile o palpabile Possibile fastidio soggettivo senza che però ci sia un reale problema
C1 Teleangectasie (capillari) o vene reticolari Venuzze rosse o viola visibili sotto la pelle; problema prevalentemente estetico
C2 Vene varicose visibili (diametro >3 mm) Gambe pesanti, senso di tensione, dolore e prurito; peggioramento con il caldo e se si sta a lungo in piedi
C3 Edema venoso senza alterazioni cutanee Gonfiore alla caviglia e al piede che migliora con il riposo notturno; crampi frequenti; rischio cardiovascolare aumentato secondo lo studio Gutenberg (vedi più avanti)
C4 Alterazioni cutanee: iperpigmentazione, eczema, lipodermatosclerosi Pelle brunastra o infiammata, indurimento del sottocute; dolore cronico; prurito persistente
C5 Ulcera venosa guarita Cicatrice da ulcera con alto rischio di recidiva: da non sottovalutare o trascurare
C6 Ulcera venosa attiva Lesione aperta, spesso alla caviglia; richiede trattamento medico specialistico urgente
Classificazione CEAP (Clinical-Etiologic-Anatomic-Pathophysiologic) — standard internazionale per la malattia venosa cronica.

Non solo gambe: il rischio cardiovascolare è generale

Fino a pochi anni fa l’insufficienza venosa cronica veniva considerata un problema dei soli arti inferiori, ma numerose ricerche recenti mostrano che è un segnale che il sistema circolatorio è sotto stress.

Lo studio Gutenberg, pubblicato sull’ European Heart Journal (2021) e condotto su oltre 12.000 persone, ha dimostrato che all’aumentare della gravità della malattia venosa cronica corrisponde una crescita progressiva del rischio cardiovascolare e della mortalità da tutte le cause indipendentemente dall’età, dal sesso e dai fattori di rischio tradizionali.

Studi successivi hanno confermato che nelle forme più gravi la malattia venosa cronica si associa a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari come coronaropatie, ictus, arteriopatia periferica, scompenso cardiaco

Il meccanismo alla base di questo legame è l’infiammazione endoteliale cronica: l’endotelio — il rivestimento interno di vene e arterie — è lo stesso in tutto il sistema circolatorio.

Nell’IVC, il ristagno venoso provoca un’infiammazione persistente del microcircolo che altera la permeabilità capillare, favorisce il rimodellamento della parete venosa e aumenta lo stress ossidativo.

Questo non significa che le varici causino infarti, ma che chi ha IVC avanzata dovrebbe fare un controllo cardiovascolare generale.

Il messaggio importante è che l’insufficienza venosa cronica non è “solo estetica” e non è nemmeno solo un problema delle gambe, e va trattata con continuità fin dai primi sintomi.

Le cause dell’insufficienza venosa

Le donne sono particolarmente predisposte all’IVC a causa delle fluttuazioni ormonali legate al ciclo mestruale, alla gravidanza e alla menopausa.

Gli estrogeni influenzano il tono venoso e la permeabilità dei vasi, e questo è il motivo perché i sintomi compaiono o peggiorano durante il ciclo mestruale, la gravidanza, con l’uso di contraccettivi ormonali e in menopausa.

In gravidanza in particolare l’aumento del volume sanguigno e la pressione dell’utero sulle vene pelviche rendono il ritorno venoso più difficile, con frequenti problemi circolatori alle gambe e la comparsa delle emorroidi.

Queste le principali cause dell’IVC:

    • In gravidanza, l’aumento del volume sanguigno e le variazioni ormonali rendono più difficile il ritorno venoso.
    • L’uso di contraccettivi modifica il quadro ormonale e predispone all’IVC.
    • Con l’età le pareti venose perdono elasticità e non riescono più a pompare via efficacemente il sangue verso il cuore.
    • Obesità e la vita sedentaria appesantiscono il lavoro di spinta delle vene.
    • Il fumo altera la microcircolazione e favorisce l’infiammazione endoteliale
    • La familiarità è presente in quasi un caso su tre: in altre parole, se uno dei tuoi genitori ha problemi di circolazione è molto probabile che possa averli anche tu.

Alcuni di questi fattori non sono modificabili — l’età, la gravidanza, la familiarità — ma su altri si può intervenire efficacemente.

Mantenere un peso corretto, muoversi con regolarità e non fumare sono mopsse che rallentano la comparsa e l’aggravamento dei sintomi e tra l’altro migliorano anche la salute di tutto il sistema cardiovascolare.

Emorroidi: l’altra faccia dei problemi circolatori

Le emorroidi rappresentano un’altra espressione di problemi al sistema venoso: si tratta infatti di dilatazioni delle vene del plesso emorroidario, che si comportano in modo simile alle varici degli arti inferiori.

I sintomi, come bruciore, prurito, dolore e sanguinamento, sono spesso aggravati dalla stasi venosa e dall’infiammazione.

Gli stessi integratori naturali utilizzati per l’insufficienza venosa cronica (come diosmina, esperidina, ippocastano e mirtillo) si sono dimostrati utili anche nel trattamento e nella prevenzione delle crisi emorroidarie, grazie alle loro proprietà vasoprotettive e antinfiammatorie.

Ci sono altri aspetti importanti nella prevenzione e cura delle emorroidi: ne parliamo in ➡️Emorroidi: sintomi, cause e rimedi naturali efficaci

Rimedi naturali per l’insufficienza venosa cronica

La maggior parte dei rimedi per la circolazione delle gambe è di derivazione vegetale, e tra i tanti elenchiamo quelli con numerosi studi che ne confermano l’efficacia.

Ricorda che queste soluzioni naturali sono ottime anche se soffri di emorroidi, che derivano ugualmente da un problema di circolazione difficoltosa.

Diosmina ed esperidina

La diosmina e l’esperidina sono flavonoidi estratti principalmente dagli agrumi, e attualmente sono i rimedi più utilizzati per i disturbi venosi periferici, le gambe pesanti e le vene varicose.

Dagli agrumi si estraggono diosmina ed esperidina
Diosmina ed esperidina si ricavano dagli agrumi

Hanno proprietà vasoprotettive e venotoniche, che migliorano il tono venoso, la funzionalità delle valvole e riducono l’infiammazione dell’endotelio dei vasi sanguigni.

Molti studi clinici (1, 2, ) dimostrano una diminuzione significativa dei sintomi quali gonfiore, pesantezza degli arti, dolori e crampi alle gambe, infiammazione ed edema.

Il miglioramento della circolazione periferica delle gambe e la riduzione dell’infiammazione da stasi venosa portano anche a notevoli benefici in caso di ulcere ricorrenti e lente a guarire.

La diosmina però per essere più efficace deve essere micronizzata, cioè sottoposta a un trattamento speciale che riduce le dimensioni delle particelle e la fa assorbire meglio, migliorando biodisponibilità ed efficacia.

Gli integratori che contengono diosmina non adeguatamente lavorata e micronizzata hanno azione ed effetti molto scarsi.

Importante: diosmina ed esperidina non sono stati testati a fondo in gravidanza e allattamento e quindi non vanno usati in questi casi.

Mirtillo (Vaccinium myrtillus)

Il mirtillo è una pianta ricca di antiossidanti, come le antocianine, che possono migliorare la salute delle vene e ridurre l’infiammazione.

Gli estratti concentrati che trovi negli integratori hanno un’azione protettiva sull’endotelio dei vasi (3), cioè la parete interna di vene ed arterie, aumentano la resistenza dei capillari (ottimi dunque anche per chi soffre di frequenti epistassi, cioè sangue dal naso, da fragilità capillare) e riducono la permeabilità vasale e quindi il gonfiore.

Ippocastano (Aesculus hippocastanum)

L’ippocastano è una pianta molto utilizzata per la sua azione vasoprotettiva e antinfiammatoria, e la sua corteccia contiene escina e cumarine, sostanze molto efficaci per la circolazione e gli edemi (3, 4).

Ha un’azione tonica e antiossidante sui vasi sanguigni, riduce la permeabilità capillare, favorisce la diminuzione del ristagno di liquidi e quindi del gonfiore, con azione positiva anche sul sistema linfatico.

Rusco (Ruscus aculeatus)

Il rusco è una pianta con un’efficace azione venotonico-vasocostrittorice: aumenta il tono e riduce la dilatazione dei vasi.

Il principio attivo naturale è la ruscogenina, con effetto vasocostrittore che migliora il deflusso verso il cuore, riducendo anche la permeabilità capillare e quindi il gonfiore.

Inoltre il rusco favorisce anche il drenaggio linfatico, e quindi è particolarmente indicato quando c’è anche ritenzione idrica o gonfiore persistente.

Centella asiatica

La centella gisce in maniera diversa e complementare rispetto ai rimedi visti finora.

Non ha infatti un effetto attivo sulla contrazione o sul deflusso del sangue, ma stimola la sintesi di collagene di tipo I nelle pareti dei vasi, che rende più resistenti ed elastiche nel tempo.

È anche indicato come coadiuvante nella guarigione delle ferite e delle ulcere venose, perché oltre ad agire sulla struttura dei vasi favorisce l’angiogenesi, migliorando il flusso sanguigno.

La centella funziona meglio in combinazione con altri rimedi naturali per le gambe gonfie come ad esempio diosmina-esperidina, poiché ognuno agisce in maniera complementare: la centella lavora a livello di struttura e resistenza meccanica, gli altri attivi migliorano il reflusso del sangue.

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Meglio gli integratori per la circolazionein pastiglie o le creme?

Funzionano più le pastiglie o le creme?

Gli integratori per via orale hanno una maggiore efficacia sistemica, soprattutto se usati per cicli lunghi (3-4 mesi) iniziando ai primi caldi, visto che la temperatura peggiora sempre i sintomi, e continuando per tutta l’estate.

Sebbene possa sembrare un periodo molto lungo è indispensabile perché ci siano effetti positivi e si mantengano nel tempo; in molti casi è utile fare un trattamento di “richiamo” anche d’inverno, periodo in cui ci si muove meno e in cui anche il riscaldamento domestico ha effetti negativi sulla circolazione.

Il vantaggio di questi prodotti è che gli effetti collaterali e le interazioni sono poche: la principale controindicazione è l’uso concomitante con anticoagulanti cumarinici come warfarin o acenocumarolo, aumentando il rischio di sanguinamento.

Non ci sono invece studi chiari e definitivi su eventuali effetti in gravidanza e allattamento, quindi in questi casi l’uso è sconsigliato.

Le creme o i gel per la circolazione delle gambe hanno ovviamente un’azione più superficiale ma se ben formulati e applicati con un massaggio prolungato che va dalle caviglie verso l’alto sono comunque utili e spesso hanno un piacevole effetto rinfrescante.

E’ importante però abbinarli sempre alle pastiglie per un risultato completo.

Esercizi e consigli pratici per gambe pesanti e gonfiore

Oltre ai rimedi vegetali, ci sono alcuni semplici esercizi e consigli pratici che possono aiutare a ridurre i sintomi dell’IVC:

✅ Sollevare le gambe: tenere le gambe in posizione elevata aiuta a ridurre il gonfiore e migliora la circolazione.
Ad esempio, guarda la televisione con le gambe appoggiate a uno sgabello, oppure metti un cuscino sotto il materasso dalla parte dei piedi, in modo da tenerli un po’ sollevati di notte.

✅ Esercizi di contrazione dei polpacci: contraendo e rilasciando i muscoli dei polpacci, si migliora la circolazione venosa e si riduce il gonfiore.
Questo in particolare è anche l’unico esercizio che puoi fare durante un lungo viaggio in auto, pulmann o aereo.

✅ Camminare regolarmente aiuta ad attivare e migliorare la circolazione, come anche fare le scale.

✅ Indossare calze a compressione graduata: queste calze esercitano una pressione graduale sulle gambe, migliorando la circolazione e riducendo il gonfiore.

✅ Controllare l’alimentazione: diminuire il consumo di sale riduce anche la ritenzione di liquidi, ed è anche importante evitare di aumentare di peso.

In particolare le calze a compressione graduata sono una prevenzione e cura importante secondo tutte le linee guida internazionali.

Esercitando una pressione decrescente (più forte alla caviglia, più leggera verso l’alto) facilitano il ritorno venoso, riducono l’edema e prevengono il peggioramento delle varici

Vanno indossate al mattino, prima di alzarsi dal letto, e devono essere di grado medico (classe I-II), non semplici collant da 40 denari che sono più leggeri e sopportabili d’estate ma quasi inutili.

L’ostacolo più grande all’uso di compressioni maggiori è il maggior peso che può renderle fastidiose con il caldo, ma le marche presenti in farmacia sono fatte con filati leggeri e confortevoli pur mantenendo una compressione adeguata.

Circolazione: la prevenzione è indispensabile

L’insufficienza venosa cronica tende a peggiorare con il tempo, è quindi importante agire non solo con creme e integratori ma anche mettendo in atto misure preventive che, tra l’altro, hanno effetti positivi su altre malattie e sul benessere in generale:

    • Fai attività fisica costante
    • Diminuisci di peso
    • Stop al fumo
    • Uso regolare di rimedi fitoterapici mirati
    • Uso di calze elastiche certificate

Ricorda: prima si interviene, più si evita l’evoluzione verso forme gravi: non aspettare che compaiano varici o ulcere, se hai già sintomi come gonfiore, pesantezza o crampi, è già il momento di agire.

FAQ — Le domande più frequenti sull’insufficienza venosa delle gambe

❓ A che età si sviluppa di solito l’insufficienza venosa cronica?

Di solito i primi sintomi compaiono tra i 30 e i 40 anni e dopo i 65 anni le forme con alterazioni cutanee diventano più comuni.
Nelle donne l’esordio è spesso anticipato da gravidanza o variazioni ormonali, ma anche la familiarità gioca un ruolo importante: se entrambi i genitori hanno problemi venosi, la probabilità di svilupparli è molto elevata.

❓ L’insufficienza venosa cronica riguarda anche gli uomini?

Sì, non è un problema solo femminile e colpisce dal 10 al 50% degli uomini adulti.
La differenza rispetto alle donne è che negli uomini i sintomi compaiono più tardi, in genere dopo i 50 anni, e sono meno legati a variazioni ormonali.
I fattori di rischio maschili più frequenti sono il sovrappeso addominale, la sedentarietà, il fumo e i lavori che richiedono lunghe ore in piedi o seduti — categorie professionali come autisti, commessi, operai, impiegati.

❓ Perché in gravidanza ci sono frequentemente problemi circolatori ed emorroidi?

In gravidanza il volume di sangue aumenta significativamente, l’utero che cresce esercita una pressione crescente sulle vene pelviche ostacolando il ritorno venoso dagli arti inferiori, e le variazioni ormonali riducono il tono delle pareti venose rendendole più cedevoli.
Dopo il parto la situazione tende a migliorare, ma non sempre torna completamente alla condizione precedente, e quindi è consigliabile non trascurare eventuali sintomi anche successivamente.

❓ Insufficienza venosa ed emorroidi sono collegate?

Sì, le emorroidi sono dilatazioni delle vene del plesso emorroidario e si comportano come varici localizzate, con infiammazione e stasi venosa.
Per questo chi soffre di entrambi i disturbi può trattarli con gli stessi integratori, come come diosmina ed esperidina.

❓ L’insufficienza venosa è collegata alle malattie di cuore?

Lo studio Gutenberg e le ricerche successive hanno dimostrato che nelle forme più gravi di Insufficienza Venosa Cronica (classi CEAP C3-C6) il rischio cardiovascolare è significativamente aumentato.
Il meccanismo è l’infiammazione endoteliale cronica, comune a malattia venosa e aterosclerosi.

Bibliografia essenziale

  1. Chronic venous insufficiency, cardiovascular disease, and mortality: a population study: è lo studio Gutenberg.
  2. The cardiovascular impact of chronic venous disease: A systematic review and meta-analysis
  3. New Perspectives on Micronised Purified Flavonoid Fraction in Chronic Venous Disease: From Microvalves to Clinical Effectiveness 
  4. Effect of Diosmin Administration in Patients with Chronic Venous Disorders on Selected Factors Affecting Angiogenesis
  5. Fabio Firenzuoli: Fitoterapia – Ed. Masson
  6. A. Bertuccioli, M. Neri: Integrazione Naturale e Fitoterapia – Ed. Elika

Articolo scritto il 20 aprile 2023 dal Dr. Gabriele Nobili, rivisto il 22 maggio 2025, aggiornato il 26 maggio 2026.


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