Morso di zecca: come intervenire e cosa non fare

Puntura di zecca: cosa fare subito e come prevenire complicazioni

Un problema comune d’estate sono le punture di zecca, in particolare quando si fanno escursioni nei boschi o si attraversano zone dove sono passate greggi di pecore, e anche gli animali domestici possono essere attaccati da zecche e quindi è possibile ritrovarsele in casa.

Sebbene il morso in sé non sia doloroso può comportare rischi, poiché le zecche possono trasmettere malattie infettive come la malattia di Lyme o la TBE (encefalite da zecca); riconoscere e rimuovere correttamente una zecca è fondamentale per ridurre i rischi.

In questo articolo ti spieghiamo come comportarsi in caso di morso di zecca e come prevenirlo.

Questo articolo fa parte di una serie che tratta le malattie trasmessa da insetti, comprese quelle emergenti come ➡️Chickungunya, Dengue, Zika e ➡️West Nile Virus.

Le zecche presenti in Italia

Le zecche sono parassiti ematofagi che si attaccano alla pelle di uomini e animali per nutrirsi del loro sangue e in Italia sono presenti  diverse specie ma quelle che possono crearci problemi sono principalmente:

✅ La zecca dei boschi Ixodes ricinus

✅ La zecca del cane Rhipicephalus sanguineus

Le zecche in realtà sono insetti che attaccano diversi animali, selvatici e domestici, e sono diffuse in ambienti con molta vegetazione come boschi e prati soprattutto nei mesi caldi con un picco in estate.

Restano in attesa di un ospite di passaggio, animale o umano, a cui si attaccano per contatto diretto in quanto non volano e non saltano.

Difficilmente ci si accorge subito del parassita perché emette anche un anestetico che rende indolore il morso, e spesso si nota solo dopo che ha già cominciato a succhiare il sangue e si è gonfiato assumendo l’aspetto di una piccola sfera scura.

Malattie trasmesse dalle zecche: quali sono le più frequenti

Le zecche possono trasmettere numerose malattie tra cui la malattia di Lyme, l’encefalite da zecca (TBE), la babesiosi, la rickettsiosi e, più raramente, la paralisi da zecca.

In Italia, però, quelle hanno maggiore frequenza e diffusione sono soprattutto tre: la malattia di Lyme, la TBE o encefalite da zecca e la Febbre Bottonosa del Mediterraneo.

La malattia di Lyme

La malattia di Lyme è un’infezione causata dal batterio Borrelia burgdorferi, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zecche infette, in particolare della specie Ixodes ricinus (zecca dei boschi).

Non tutte le zecche sono portatrici, ma il rischio di trasmissione aumenta quanto più a lungo l’insetto resta attaccato alla pelle, motivo per cui è importante intervenire tempestivamente.

Il primo segno tipico è una lesione cutanea chiamata eritema migrante, che appare da qualche giorno fino a un mese dopo la puntura e si presenta come un alone rosso che si allarga a forma di bersaglio.

Segni da non trascurare:

✅ Febbre, affaticamento, malessere generale

Immagine di un braccio con eritema da morso di zecca
Segnale tipico di esordio malattia di Lyme causata da zecca

✅ Dolori articolari o muscolari diffusi

✅ Mal di testa persistente

Comparsa di un’eruzione cutanea a “bersaglio” (un alone rosso intorno al morso, tipico della malattia di Lyme)

Se uno o più di questi segni compaiono nelle 2-6 settimane successive, contatta subito il medico.

La diagnosi si basa su esami clinici e, in alcuni casi, test sierologici e la terapia è a base di antibiotici, e se avviata precocemente consente una guarigione completa nella maggior parte dei casi.

Se non trattata invece, l’infezione può progredire e causare sintomi più seri, come dolori articolari, disturbi neurologici, affaticamento persistente o alterazioni cardiache.

L’encefalite da zecca (TBE)

L’encefalite da zecca (detta anche TBE, dall’Inglese Tick-Borne Encephalitis) è una malattia virale che può colpire il sistema nervoso centrale causando encefalite, meningite o meningoencefalite.

Si tratta di una malattia relativamente rara in Italia e la maggior parte dei casi si è registrata nel Triveneto, in particolare nel Bellunese: complessivamente si tratta comunque di di poche decine di casi all’anno.

Ci sono certamente anche dei casi non registrati perché molto spesso, circa 7 volte su 10, la malattia non dà sintomi importanti e può addirittura passare inosservata.

Nel restante 30% dei casi si ha una forma simile all’influenza con forte mal di testa, dolori muscolari e articolari, spossatezza che si risolvono in meno di una settimana.

Solo raramente a circa 20 giorni dalla scomparsa di questi sintomi si presenta una forma che colpisce il sistema nervoso con rigidità nucale, disturbi di memoria e concentrazione, confusione mentale e addirittura paralisi.

In questi casi, come sempre quando ci sono sintomi in aggravamento, è indispensabile un controllo medico urgente.

La Febbre Bottonosa del Mediterraneo

La febbre bottonosa del Mediterraneo, è una malattia infettiva causata dal batterio Rickettsia conorii e trasmessa principalmente dalla zecca Rapicephalus Sanguineus, parassita di animali selvatici ma anche del cane.

I circa 400 casi registrati in Italia ogni anno si concentrano nelle regioni del Sud, in particolare Sicilia e Sardegna.

I sintomi compaiono a circa 5-7 giorni dal morso di zecca e oltre alla febbre comprendono un eritema con punti rossi sul corpo e una caratteristica crosta nera bordata da un alone rosso (tache noire) dove si è attaccata la zecca.

In genere si risolve spontaneamente e solo in casi molto rari si possono avere complicazioni anche serie, soprattutto in persone fragili o immunocompromesse, per cui può essere necessaria una terapia antibiotica specifica prescritta dopo diagnosi certa da parte del medico.

Cosa non fare se trovi una zecca sulla pelle

Trovare una zecca attaccata alla pelle crea sempre molto spavento, disgusto e l’impulso a eliminarla il prima possibile, ma è importante mantenere il sangue freddo.

Evita assolutamente:

  • di usare le dita per strapparla via,

  • di applicare olio, alcool, acetone o altri liquidi,

  • di bruciarla con fiammiferi o sigarette,

  • di aspettare che cada da sola.

Questi metodi possono aumentare il rischio che la zecca rigurgiti nella cute, trasmettendo eventuali patogeni.

Come rimuovere correttamente una zecca e cosa fare dopo

  1. Fotografa la zecca: può essere utile per l’identificazione da parte del medico.

  2. Con pinzette sottili a punta fine afferra la zecca sotto la testa il più vicino possibile alla pelle, senza schiacciarne il corpo e rimuovila con un movimento lento e continuo, tirando delicatamente e ruotando leggermente.

  3. Controlla con una lente che non siano rimasti frammenti del rostro, che vanno rimossi eventualmente anche con un ago sottile e disinfetta bene la zona con un antisettico.

  4. Elimina la zecca bruciandola o gettandola in alcol (non buttarla viva nei rifiuti).

  5. Non usare antibiotici fai da te ma avvisa il tuo medico e chiedi un controllo nei giorni successivi.

Prevenzione: come proteggersi dalle zecche

  • Indossa pantaloni lunghi quando cammini in zone verdi.

  • Applica repellenti efficaci anche contro le zecche (come DEET o IR3535)

  • Tornati a casa controlla bene la pelle e i vestiti di tutti, compresi i bambini e gli animali domestici.

Conosci i repellenti più efficaci per zanzare e zecche? Leggi il nostro articolo: Protezione dalle zanzare: guida ai prodotti più efficaci

Parola d’ordine: niente panico

La puntura di zecca non deve generare panico, ma richiede attenzione e tempestività.

Una rimozione corretta riduce drasticamente il rischio di infezioni ma va mantenuta l’attenzione nei giorni successivi per identificare eventuali segnali d’infezione o aggravamento.

Ricorda che la prevenzione è sempre la strategia più efficace: quando frequenti ambienti verdi, proteggi la pelle, controlla regolarmente il corpo e utilizza repellenti adeguati anche contro le zecche.

Per maggiori informazioni sulle zecche: ➡️ Epicentro.iss

Domande frequenti (FAQ)

Quali repellenti proteggono meglio da zecche e zanzare?
I repellenti a base di DEETIR3535 e Icaridina offrono protezione sia contro le zecche che contro le zanzare vanno applicati sulla pelle esposta prima di entrare in aree verdi. Nei bambini sotto i 2 anni va usato l’IR3535 o l’Icaridina.

Cosa succede se resta una parte della zecca nella pelle?
Se il rostro o parti della zecca rimangono conficcati nella cute, possono causare una reazione locale infiammatoria. È consigliabile rimuoverli con un ago sterile come si farebbe con una scheggia. Se non si riesce, è opportuno consultare un medico.

Quanto tempo ho per rimuovere la zecca senza rischi?
Il rischio di trasmissione di malattie come la Lyme aumenta dopo 24 ore di permanenza sulla pelle. Idealmente, la zecca andrebbe rimossa entro 12–24 ore per ridurre significativamente la possibilità di infezione.

Serve prendere un antibiotico dopo una puntura di zecca?
L’uso preventivo dell’antibiotico via orale (pastiglie o sciroppo) dopo ogni morso non è raccomandato e comunque va sempre valutato dal medico specialmente in questi casi: zecca rimasta attaccata oltre 36 ore, paziente a rischio o morso avvenuto in area ad alta endemia per la malattia di Lyme. Evitare l’uso di antibiotici senza un consulto medico.

Quanto tempo dopo una puntura di zecca posso manifestare sintomi di Lyme?
I sintomi tipici—come eritema migrante a forma di bersaglio, febbre o dolori articolari—possono comparire da pochi giorni fino a un mese dopo la puntura (di solito tra 7 e 30 giorni).
È consigliabile controllare la zona di pelle punta per almeno 6 settimane.

 

Articolo scritto dal Dr. Gabriele Nobili il 15 giugno 2018, rivisto il 27 Giugno 2025 e aggiornato il 20 Agosto 2025.


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