Esami del sangue: guida alla lettura di colesterolo e trigliceridi
In questo articolo parleremo di:
- Come leggere gli esami del sangue di colesterolo e trigliceridi (profilo lipidico)
- Cos’è il profilo lipidico e perché è importante
- Primo passo: guarda il colesterolo totale, ma non fermarti lì
- Secondo passo: interpreta correttamente il colesterolo HDL
- Terzo passo: controlla attentamente il colesterolo LDL
- Quarto passo: non sottovalutare i trigliceridi
- Un referto reale di esami del sangue e come leggerlo
- Conclusione: leggere gli esami del sangue nel modo giusto
- FAQ❓– Domande frequenti su colesterolo e trigliceridi
Come leggere gli esami del sangue di colesterolo e trigliceridi (profilo lipidico)
Hai appena ritirato gli esami del sangue e stai cercando di capire se i valori del colesterolo sono buoni oppure no?
In genere si guarda subito il colesterolo totale, ma oggi sappiamo che questo numero da solo non basta per valutare davvero il rischio cardiovascolare, e anzi può essere fuorviante.
Le linee guida europee indicano infatti che la prevenzione si basa sulla lettura completa del profilo lipidico e sul rischio globale della persona correlato anche a fattori di rischio genetici e comportamentali.
Questo articolo ti accompagnerà passo dopo passo nella lettura di colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi, spiegando cosa significano e quando è utile approfondire.
Questa guida rappresenta il punto di partenza per capire come leggere il profilo lipidico nel suo insieme: se invece vuoi approfondire un singolo valore, come il colesterolo LDL, qui troverai collegamenti a un’altro articolo a spiegazioni più dettagliate.
Prendi quindi il tuo referto e iniziamo insieme a controllare questi valori passo passo: colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi.
Se non trovi l’LDL non ti preoccupare: più avanti trovi un aiuto semplice per calcolarlo.
Cos’è il profilo lipidico e perché è importante
Il profilo lipidico è l’insieme degli esami che misurano i principali grassi presenti nel sangue, e di solito comprende:
-
Colesterolo totale
-
Colesterolo LDL
-
Colesterolo HDL
-
Trigliceridi
Sono i valori legati al metabolismo delle lipoproteine, cioè le particelle che trasportano i grassi nell’organismo, e conoscere i limiti da non superare è indispensabile per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Ad esempio, il colesterolo LDL è responsabile della formazione delle placche aterosclerotiche, e oggi rappresenta il parametro principale da tenere sotto osservazione.
Ma, non ci crederai, a volte non è riportato nel referto: ti mostreremo come calcolarlo in maniera facile.
Hai il risultato in pochi minuti da una macchina professionale usata anche da alcuni laboratori.
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Primo passo: guarda il colesterolo totale, ma non fermarti lì
Il colesterolo totale è la somma delle diverse frazioni lipidiche, HDL e LDL comprese.
Può essere utile per avere una prima idea generale, ma non distingue tra la quota più favorevole (colesterolo buono HDL) e quella LDL più a rischio.
I valori di riferimento del colesterolo totale sono:
-
fino a circa 200 mg/dl → nei limiti
-
tra 200 e 239 mg/dl → borderline
-
oltre 240 mg/dl → elevato
Il punto importante è questo: un colesterolo totale normale non significa automaticamente rischio basso, così come un valore leggermente alto non indica sempre una situazione preoccupante.
Per capire davvero il significato del numero bisogna analizzare le singole componenti, e iniziamo dal cosiddetto “colesterolo buono”.
Adesso trova quindi nel tuo referto la riga “HDL”: è il valore che indica la quota di colesterolo con funzione protettiva.
Secondo passo: interpreta correttamente il colesterolo HDL
L’HDL viene spesso chiamato “colesterolo buono” perché riporta il colesterolo verso il fegato, favorendo l’eliminazione e contribuendo a ridurre l’accumulo nelle arterie.
Valori elevati di colesterolo HDL sono considerati protettivi e desiderabili, ma è importante ricordare che l’HDL non compensa automaticamente un LDL elevato.
Quali sono i valori di colesterolo HDL ideali?
Nei referti di laboratorio, i livelli generalmente considerati adeguati sono:
-
Uomini: HDL superiore a circa 40 mg/dl
-
Donne: HDL superiore a circa 50 mg/dl
Le donne tendono ad avere valori mediamente più alti rispetto agli uomini, soprattutto prima della menopausa, grazie all’effetto degli estrogeni sul metabolismo delle lipoproteine.
Dopo la menopausa questa differenza tende a ridursi e i livelli di HDL possono avvicinarsi a quelli maschili.
Secondo le più recenti linee guida europee sulle dislipidemie, tuttavia, l’importanza dei valori elevati di HDL è stata riconsiderata, perché il rischio cardiovascolare dipende soprattutto dai livelli di colesterolo LDL e dal profilo globale del paziente correlato ai fattori genetici e a quelli legati allo stile di vita.
Un HDL alto rimane quindi un segnale favorevole, ma non compensa automaticamente un LDL elevato o la presenza di altri fattori di rischio come fumo, diabete o ipertensione.
| Profilo HDL | Uomini | Donne | Cosa significa |
|---|---|---|---|
| HDL basso | < 40 mg/dl | < 50 mg/dl | Profilo lipidico meno favorevole; spesso associato a fumo, sedentarietà, sovrappeso o sindrome metabolica. |
| HDL nella norma | 40–60 mg/dl | 50–70 mg/dl | Valore generalmente favorevole se LDL e trigliceridi sono a posto e non sono presenti altri fattori di rischio importanti. |
| HDL elevato | > 60 mg/dl | > 70 mg/dl | Dato positivo, ma non compensa automaticamente un LDL elevato: il rischio cardiovascolare dipende sempre dal profilo completo. |
Dopo aver visto colesterolo totale e HDL, arriviamo al parametro più importante per valutare il rischio cardiovascolare.
Il colesterolo LDL, detto anche “colesterolo cattivo”, è il valore che pesa di più sul rischio cardiovascolare.
Terzo passo: controlla attentamente il colesterolo LDL
Quando leggi il referto, individua subito il valore LDL, perché è il parametro più importante per valutare il rischio cardiovascolare.
Le LDL trasportano il colesterolo verso i tessuti e, quando sono presenti in quantità elevate, possono accumularsi nelle pareti delle arterie favorendo l’aterosclerosi.
Per questo motivo gli obiettivi di prevenzione si concentrano soprattutto sulla riduzione dell’LDL.
Non esiste però un valore ideale uguale per tutti, e i valori di colesterolo LDL devono essere più bassi se ci sono altri fattori di rischio cardiovascolare concomitanti come ipertensione, diabete, precedenti di infarto o ictus, familiarità alle malattie cardiovascolari, fumo, sedentarietà, sovrappeso.
I valori ideali quindi dipendono dal rischio individuale:
-
persone giovani e senza fattori di rischio → obiettivi meno stringenti
-
presenza di fumo, diabete, ipertensione o familiarità → target più bassi
-
malattia cardiovascolare già presente → valori ancora più ridotti
Per rendere tutto più chiaro, abbiamo preparato questa tabella:
Quali sono i valori di colesterolo LDL ideali
| Profilo di rischio | Valore LDL ideale | Presenza di fattori di rischio |
|---|---|---|
| Rischio basso | < 116 mg/dl | No: persone giovani sane, senza fattori di rischio |
| Rischio moderato | < 100 mg/dl | 1-2 fattori di rischio (es. familiarità + lieve sovrappeso) |
| Rischio alto | < 70 mg/dl | Diabete, ipertensione, fumo, obesità, familiarità forte |
| Rischio molto alto | < 55 mg/dl | Malattia cardiovascolare accertata, infarto o ictus pregressi |
Il punto fondamentale quindi è che non esiste un valore unico sicuro per tutti, e devi chiederti sempre: “Ho altri fattori di rischio?”
La risposta cambia completamente l’interpretazione del numero.
Il colesterolo LDL è quindi un valore importantissimo da monitorare, ma incredibilmente a volte non è riportato nel referto di analisi: per questo ti forniamo un link per ➡️calcolare il colesterolo LDL partendo dai valori di colesterolo totale, trigliceridi e colesterolo HDL.
Importante: il calcolo dell’LDL con questa formula è attemdibile solo se i trigliceridi non sono troppo alti, ovvero oltre i 400 mg/dl.
Se vuoi approfondire nel dettaglio come interpretare il tuo valore di LDL, quali sono i target aggiornati e quando può essere necessario intervenire con terapia o stile di vita, trovi qui una guida completa dedicata esclusivamente al colesterolo LDL: ➡️Colesterolo totale normale? Attenzione al vero rischio: l’LDL
Ora passiamo all’ultimo valore del profilo lipidico: i trigliceridi.
Quarto passo: non sottovalutare i trigliceridi
I trigliceridi sono una forma di grasso utilizzata dall’organismo come riserva energetica e il loro valore nel sangue può essere un’indicazione di una dieta non equilibrata.
I trigliceridi sono infatti molto sensibili allo stile di vita quotidiano: possono aumentare rapidamente dopo periodi di alimentazione ricca di zuccheri semplici, bevande alcoliche o eccesso calorico, ma anche in presenza di sedentarietà, sovrappeso viscerale e alterazioni metaboliche come insulino-resistenza e diabete di tipo 2.
Valori elevati possono indicare una maggiore presenza di lipoproteine ricche di trigliceridi, associate a un rischio cardiovascolare più elevato e spesso correlate alla cosiddetta sindrome metabolica.
Quando nel referto i trigliceridi risultano alti, il primo intervento non è necessariamente farmacologico: spesso intervenire sull’alimentazione riducendo zuccheri, alcol e cibi ultra-processati, aumentare l’attività fisica e controllare il peso corporeo può riportare i valori nella norma già poche settimane.
Per questo motivo il valore dei trigliceridi è un indicatore utile per capire se è necessario correggere il proprio stile di vita.
Un referto reale di esami del sangue e come leggerlo
Ora, vediamo come interpretare questo referto basandoci sulla spiegazione precedente.
Questo è un referto reale che a prima vista può sembrare rassicurante: colesterolo totale 193 mg/dl, HDL 52 mg/dl e trigliceridi 90 mg/dl sono numeri complessivamente buoni.
Si tratta però di un uomo di 60 anni con due fattori di rischio importanti: familiarità per malattie cardiovascolari e ipertensione in terapia farmacologica, e quindi non basta fermarsi ai valori principali.
Inoltre manca il valore del colesterolo LDL che, calcolato con il metodo presente anche in questo articolo, è ben 123 mg/dl, un valore alto rispetto ai target raccomandati per una persona con questo profilo di rischio.
Il cardiologo ha quindi valutato il quadro nel suo insieme — età, fattori di rischio e valori lipidici — decidendo di iniziare una terapia con statina per ridurre ulteriormente l’LDL.
Questo esempio vero mostra perché gli esami del sangue vanno sempre interpretati nel contesto generale: numeri apparentemente “nella norma” non significano automaticamente rischio basso.
Qui il colesterolo LDL fa la differenza, perché è troppo alto in rapporto agli altri fattori di rischio già presenti e, nel caso della familiarità, non modificabili.
Ma qual è quindi il valore target in questo caso?
Se torni alla tabella “Quali sono i valori di colesterolo LDL ideali” rientriamo sicuramente nella fascia gialla, ma a ben guardare più verso l’arancio: il cardiologo ha quindi consigliato di portare l’LDL almeno sotto i 100 mg/dl, e possibilmente avvicinarsi ai 70 mg/dl.
Questo è quindi il motivo per cui ha prescritto per questo specifico caso un farmaco per abbassare il colesterolo.
Conclusione: leggere gli esami del sangue nel modo giusto
Quando leggi i tuoi esami del sangue di colesterolo e trigliceridi non devi considerare il singolo numero ma valutare l’insieme dei valori e dei fattori personali di rischio.
Colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi raccontano aspetti diversi del metabolismo e solo se li valuti tutti insieme puoi capire davvero se il rischio cardiovascolare è basso oppure se è necessario intervenire.
Un valore apparentemente normale non garantisce automaticamente che tutto sia sotto controllo, proprio perché età, familiarità, ipertensione, diabete, fumo e stile di vita possono aumentare o ridurre il rischio complessivo.
Ma non è tutto: se hai fatto un esame del sangue completo ci sono altri fattori che possono indicare un aumetanto rischio cardiovascolare, come l’omocisteina o la proteina C reattiva.
Questo articolo quindi è un primo aiuto per non sottovalutare dei valori che a prima vista possono sembrare corretti ma che in realtà non lo sono, come nell’esempio reale che hai visto.
Ma una valutazione attenta e complessiva, ed un eventuale terapia farmacologica, richiede sempre l’intervento del tuo medico di famiglia.
FAQ❓– Domande frequenti su colesterolo e trigliceridi
✅ È possibile avere colesterolo totale normale ma LDL alto?
Sì, ed è una situazione abbastanza frequente.
Il colesterolo totale è la somma delle diverse frazioni lipidiche e può risultare nei limiti anche quando la quota di LDL è elevata, e quindi bisogna sempre guardare il profilo lipidico completo.
✅ Qual è il valore più importante da controllare nel referto?
Secondo le linee guida più recenti il colesterolo LDL è parametro principale per la prevenzione cardiovascolare, da valutare però sempre insieme agli altri valori e ai fattori di rischio personali.
✅ Se ho i trigliceridi alti mi devo preoccupare?
In generale i trigliceridi risentono di un’alimentazione poco equilibrata e sana, soprattutto se abbinata a sedentarietà e sovrappeso.
Spesso basta correggere questi punti e rientrano nella norma, ma in alcuni casi possono essere un indizio di insulino resistenza o diabete conclamato.
✅ Se nel referto non trovo l’LDL cosa devo fare?
Se sono presenti colesterolo totale, HDL e trigliceridi è possibile calcolare l’LDL con la formula di Friedewald (quando i trigliceridi non superano 400 mg/dl).
✅ Un HDL alto protegge sempre dal rischio cardiovascolare?
Un colesterol HDL elevato è un fattore protettivo che però non compensa automaticamente un LDL alto o fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, diabete o fumo.
Va sempre valutato il quadro complessivo.
Bibliografia:
Giornale Italiano di Cardiologia: La salute cardiovascolare degli italiani – Terzo Atlante Italiano delle Malattie Cardiovascolari Edizione 2014 : un report sulla salute cardiovascolare degli Italiani, con approfondimenti su colesterolo e stile di vita.
SID Italia Società Italiana Diabetologia: Rischio CV – Progetto Cuore : un calcolatore del rischio cardiovascolare semplice ma attendibile.
Articolo scritto dal Dr. Gabriele Nobili il 15 febbraio 2026
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