Diarrea da antibiotico e fermenti lattici
In questo articolo parleremo di:
- Antibiotici e diarrea: quali fermenti lattici usare
- Perché gli antibiotici causano diarrea
- Non tutti i probiotici resistono all’antibiotico
- Saccharomyces boulardii e uso insieme all’antibiotico
- Perché usare il saccharomyces boulardii
- Dopo la terapia: ricolonizzare con probiotici batterici diversi
- Diarrea da antibiotico: prevenirla con i fermenti giusti
- FAQ❓– Domande frequenti su fermenti lattici e antibiotici
Antibiotici e diarrea: quali fermenti lattici usare
L’uso di antibiotici può in molti casi causare diarrea acuta e disturbi intestinali, con un rischio che può arrivare in media fino a circa 20 casi ogni 100 pazienti.
Più precisamente il problema colpisce tra il 5% e il 30% dei pazienti a seconda del tipo di antibiotico, della durata della terapia e delle condizioni generali della persona.
In questo articolo spieghiamo il perché di questo effetto sull’intestino e come è possibile in molti casi prevenirlo o almeno attenuarlo con i fermenti lattici ma soprattutto con un lievito: il saccharomyces boulardii.
Perché gli antibiotici causano diarrea
Gli antibiotici sono farmaci attivi contro i batteri, ed agiscono in vari modi a seconda del tipo di farmaco.
Ad esempio l’amoxicillina (Velamox) e l’Augmentin (amoxicillina potenziata con l’acido clavulanico) indeboliscono la parete cellulare dei batteri, causandone poi la rottura e la morte del microrganismo.
Altri invece impediscono la sintesi di alcune proteine indispensabili o interferiscono con la replicazione batterica agendo sul DNA.
Tuttavia questi effetti colpiscono anche una parte significativa dei microrganismi “buoni” che popolano il nostro intestino e ne garantiscono il corretto funzionamento.
Nell’intestino di una persona sana vivono trilioni di microrganismi (per un peso di circa 1,5 kg!), soprattutto batteri dei gruppi Firmicutes e Bacteroidetes, insieme a bifidobatteri e ad altri tipi in quantità minore.
Questa flora aiuta a digerire le fibre e produce importanti sostanze nutritive, tra cui gli acidi grassi a catena corta come il butirrato, che nutrono il colon, regolano il pH e sostengono il metabolismo.
Una buona flora batterica è una difesa contro i germi nocivi, ne ostacola la crescita e la colonizzazione dell’intestino consumando nutrienti e producendo composti con effetto antimicrobico.
Inoltre ha un importante ruolo nelle difese immunitarie e contribuisce a produrre alcune vitamine (soprattutto del gruppo B e vitamina K) e a mantenere integra la barriera intestinale.
L’azione degli antibiotici può colpire in maniera importante anche questi batteri utili, causando:
-
Perdita di biodiversità del microbiota: diminuiscono lattobacilli, bifidobatteri e altre specie protettive, mentre possono proliferare batteri opportunisti e potenzialmente patogeni, come Clostridium difficile.
-
Riduzione della resistenza alla colonizzazione: in condizioni normali il microbiota protegge dalla colonizzazione di altri batteri; dopo l’antibiotico questa barriera si indebolisce.
-
Alterazione del metabolismo intestinale: cala la produzione di acidi grassi a corta catena (SCFA), fondamentali per nutrire la mucosa, regolare l’assorbimento di acqua e sali e mantenere un pH favorevole ai batteri benefici.
La conseguenza clinica è una diarrea che può comparire durante il trattamento o anche nelle settimane successive, perché il microbiota impiega in media 6–8 settimane a tornare in condizioni di equilibrio se è stato alterato in maniera importante dalla terapia antibiotica.
È noto a tutti che l’uso di fermenti lattici con l’antibiotico può in alcuni casi attenuare o evitare del tutto queste complicazioni, ma spesso s’ignora che molti probiotici non sono resistenti al farmaco e quindi inefficaci.
Non tutti i probiotici resistono all’antibiotico
La maggior parte dei probiotici in commercio contiene lattobacilli e bifidobatteri, ma molti ceppi di questi generi risultano sensibili a diversi antibiotici di uso comune.
Lactobacillus e Bifidobacterium sono in genere non resistenti agli antibiotici più usati, i β‑lattamici come l’amoxicillina con o senza il clavulanato, ovvero i già citati Velamox e Augmentin.
Questo significa che se il paziente assume questi tipi di fermenti lattici contemporaneamente all’antibiotico una parte rilevante dei lattobacilli e bifidobatteri ingeriti viene uccisa prima di arrivare a colonizzare l’intestino.
Questo effetto si può attenuare assumendo il probiotico lontano dal farmaco e dopo un pasto in modo da proteggerlo anche dall’acidità dello stomaco, ma in realtà esiste un’alternativa efficace che è insensibile all’antibiotico: l’uso di Saccharomyces Boulardii.
Saccharomyces boulardii e uso insieme all’antibiotico
Il Saccharomyces boulardii è un lievito probiotico, cioè un microrganismo vivo che, assunto in quantità adeguata, esercita effetti benefici sull’intestino.
È strettamente imparentato con il comune lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae), ma ha caratteristiche particolari che gli permettono di sopravvivere al passaggio in gastrico acido, di resistere agli antibiotici e agire nel lume intestinale.
Numerosi studi clinici ne confermano l’utilità nel prevenire e trattare diversi tipi di diarrea, in particolare quella associata ad antibiotici, le diarree acute, la diarrea del viaggiatore e le diarree correlate alla nutrizione enterale.
È anche il probiotico più adatto all’uso insieme all’antibiotico perché è un lievito, quindi un fungo e non un batterio, e quindi non viene facilmente ucciso dagli antibiotici usati comunemente.
Si può quindi assumere negli stessi giorni e orari senza perdere efficacia, e inoltre produce sostanze che neutralizzano alcune tossine batteriche, proteggono la mucosa intestinale e contribuiscono a modulare l’infiammazione locale.
Alcuni studi sperimentali indicano anche che aiuta a ristabilire più in fretta la produzione di acidi grassi a corta catena, fondamentali per il buon funzionamento del colon.
In pratica nella fase preventiva il probiotico di prima scelta è proprio questo lievito, che va iniziato il prima possibile insieme all’antibiotico e proseguito ancora per qualche giorno dopo la fine del ciclo.
Perché usare il saccharomyces boulardii
Ricapitoliamo velocemente perché questo lievito è il più adatto durante la terapia antibiotica in caso di alterazioni della flora batterica intestinale:
-
In diversi studi un ceppo di lievito probiotico non batterico (Saccharomyces boulardii) ha dimostrato di ridurre circa della metà il rischio di diarrea associata ad antibiotici.
-
Essendo un lievito, non viene inattivato dagli antibiotici e può essere assunto in contemporanea con la terapia.
-
I meccanismi principali includono: degradazione di tossine batteriche (es. tossine di C. difficile), protezione delle giunzioni serrate dell’epitelio intestinale e modulazione dell’infiammazione locale.
Dopo la terapia: ricolonizzare con probiotici batterici diversi
Una volta terminato il ciclo di antibiotico , l’obiettivo principale diventa aiutare l’intestino a ricostruire una flora batterica varia e stabile e in questa fase è possibile usare probiotici a base di batteri, diversi dal lievito usato in prevenzione.
Tuttavia, le evidenze scientifiche sulla reale utilità sono variabili.
Alcune ricerche suggeriscono che i probiotici batterici possano influenzare in modo favorevole la fase di “ricrescita” del microbiota dopo gli antibiotici, per esempio riducendo la proliferazione di batteri diversi e potenzialmente dannosi, ma non è dimostrato in modo univoco che riportino la flora esattamente allo stato di partenza.
In ogni caso, se si decide di continuare con i fermenti lattici sono preferibili quelli associati a Frutto-OligoSaccaridi.
I frutto‑oligosaccaridi (FOS) sono fibre prebiotiche, cioè un alimento per i batteri buoni, che il nostro organismo non digerisce e che arrivano intatti fino al colon.
Qui vengono fermentati soprattutto da bifidobatteri e alcuni lattobacilli, che li trasformano in acidi grassi a corta catena (acetato, propionato, butirrato) che nutrono le cellule della mucosa del colon, rafforzano la barriera intestinale e contribuiscono a spegnere l’infiammazione di basso grado.
Un consumo regolare di FOS aumenta selettivamente la presenza di batteri benefici e migliora la composizione globale del microbiota e può potenziare l’effetto dei probiotici assunti insieme, con un’azione definita “sinbiotica” in cui i FOS favoriscono la crescita dei batteri buoni.
Diarrea da antibiotico: prevenirla con i fermenti giusti
La diarrea che compare durante l’uso di antibiotici è una conseguenza dell’alterazione del microbiota intestinale causata dal farmaco.
La frequenza varia a seconda del tipo di antibiotico e della durata del trattamento, ma in media colpisce una persona su cinque.
L’uso di fermenti lattici probiotici può attenuare i sintomi, ma molti prodotti non sono resistenti all’antibiotico e vengono in parte inattivati risultando poco utili.
Il Saccharomyces boulardii è un lievito resistente agli antibiotici con effetti protettivi sulla mucosa intestinale ed è la scelta più adatta.
È importante ricordare che anche la quantità di cellule vive presenti nel prodotto è importante, e in alcuni studi si sono usati fino a 10 milardi di cellule vive (CFU).
Dopo la fine del ciclo di antibiotici non è sempre necessario continuare con i fermenti lattici, ma se persistono disturbi intestinali il trattamento è utile e può essere fatto anche prodotti contenenti lattobacilli o bifidobatteri perché l’azione aggressiva del farmaco non è più presente.
In ogni caso la flora batterica avrà bisogno di qualche settimana per tornare alla normalità, e comunque il microbiota intestinale è efficiente e protettivo solo se viene nutrito da una dieta ricca e molto variata, con molti prodotti freschi e pochi alimenti industriali confezionati ultra-processati.
Formule innovative con concentrazioni elevate di probiotici, con aggiunta di FOS e vitamine del gruppo B.
Prodotti efficaci a un prezzo molto conveniente: paghi solo il contenuto e non la pubblicità.
Guardala qui: Linea LDF Florlab
FAQ❓– Domande frequenti su fermenti lattici e antibiotici
✅ Devo prendere i fermenti lattici con l’antibiotico?
Non è obbligatorio, ma può essere utile, perché l’antibiotico altera il microbiota intestinale e può causare diarrea.
L’uso di probiotici può ridurre il rischio di diarrea associata ad antibiotici.
✅ Quali fermenti lattici usare durante l’antibiotico?
Durante la terapia antibiotica è preferibile utilizzare un probiotico a base di Saccharomyces boulardii, perché è un lievito e non è sensibile agli antibiotici.
I probiotici batterici (lattobacilli e bifidobatteri) potrebbero essere in gran parte inattivati
✅ Quanto tempo prendere i fermenti lattici dopo l’antibiotico?
Non esistono delle linee guida e degli studi precisi, e se non si hanno particolari disturbi potrebbe non essere necessario prendere altri probiotici.
Se invece ci sono sintomi gastrointestinali si possono usare fermenti lattici anche batterici, ad esempio contenenti lactobacilli, perché non c’è più l’effetto dell’antibiotico.
✅ Tutti gli antibiotici causano diarrea?
La diarrea da antibiotico non si presenta sempre e comunque dipende anche dal tipo di antibiotico, dalla durata del trattamento e dalle condizioni iniziali del paziente.
Tra quelli che la causano più di frequente c’è l’amoxicillina+acido clavulanico (frequenza: tra il 15 e il 25% dei trattati) e le cefalosporine (tra il 5 e il 20% dei casi).
✅ Tutti gli antibiotici causano diarrea?
La diarrea da antibiotico non si presenta sempre e comunque dipende anche dal tipo di antibiotico, dalla durata del trattamento e dalle condizioni iniziali del paziente.
Tra quelli che la causano più di frequente c’è l’amoxicillina+acido clavulanico (frequenza: tra il 15 e il 25% dei trattati) e le cefalosporine (tra il 5 e il 20% dei casi).
✅ Posso sostituire i fermenti lattici con lo yoghurt?
Lo yoghurt contiene cellule vive ma quasi sempre in quantità insufficienti e soprattutto sensibili all’antibiotico.
Quindi, pochi fermenti che vengono in gran parte inattivati dal farmaco.
Bibliografia:
Articolo scritto dal Dr. Gabriele Nobili il 25 febbraio 2026
Facile e veloce: come arrivare da noi
Alla Farmacia Nobili di Cavaria, trovi un ampio assortimento di prodotti naturali e integratori.
Siamo una farmacia vicino a Varese e Gallarate, ma anche a Jerago, Cassano Magnago, Solbiate Arno, Albizzate, Sumirago, Oggiona con Santo Stefano, Besnate, Carnago, Somma Lombardo, Azzate, Brunello, Morazzone.
Ci trovi lungo la Strada Statale Varesina SP233, di fronte alla Stazione ferroviaria di Cavaria e a due minuti dall’uscita di Cavaria dell’autostrada A8, senza pedaggio per chi viene da Varese.
Parcheggio in strada, accessibile anche ai disabili, o nel piazzale della stazione di Cavaria.
Siamo una farmacia aperta al sabato in provincia di Varese.
