Pressione arteriosa: come leggere i valori e capire quando è alta

Valori della pressione arteriosa: qual è quella giusta e quando è alta

Conosci quali sono realmente i valori di pressione giusti e quali quelli pericolosi da non sottovalutare?

Controllare la pressione regolarmente è sempre importante, ma spesso non si ha un’idea chiara di quali siano i limiti da non superare, oppure ci si affida a credenze popolari errate come quella che dice che il valore giusto è la somma dei propri anni + 100.

Questa guida ti fa capire quali sono i valori corretti e, in fondo all’articolo, trovi una tabella-semaforo che mostra chiaramente quando la situazione richiede un intervento tempestivo del medico.

Cosa indicano i numeri che vedi sul misuratore di pressione

Ogni misurazione riporta sempre tre valori:

  • Pressione sistolica o “massima”: è il numero più alto (ad esempio 120) e indica la pressione esercitata dal sangue sulle arterie nel momento in cui il cuore si contrae e spinge il sangue in circolo.

  • Pressione diastolica o “minima”: è il numero più basso (ad esempio 80) e indica la pressione nelle arterie quando il cuore si rilassa tra un battito e l’altro.

  • Frequenza cardiaca (o pulsazioni): è il terzo valore, espresso in battiti al minuto (ad esempio 70 bpm).
    Indica quante volte il cuore batte in un minuto e fornisce informazioni sul ritmo cardiaco e sulla risposta dell’organismo allo sforzo, allo stress o a eventuali farmaci.

I valori della pressione sono indicati in millimetri di mercurio (mmHg) e anche se solo uno dei due è elevato non si deve assolutamente sottovalutare: in altre parole, se la massima è elevata una minima giusta non la compensa.

I limiti di pressione da non superare

La classificazione europea ESC/ESH 2024, la più recente, ha diversi stadi: pressione ottimale, normale, normale‑alta e tre gradi di ipertensione.

Pressione ottimale: inferiore a 120/80

È la situazione ideale, associata al rischio cardiovascolare più basso:  in questo caso sono sufficienti controlli periodici e il mantenimento di uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata, peso corretto e un po’ di attività fisica.

Pressione normale: massima tra 120–129 / minima 80–84

Valori ancora nella norma, soprattutto se non ci sono altri fattori di rischio come fumo, diabete, colesterolo alto o familiarità: parleremo approfonditamente dei fattori di rischio in un prossimo articolo, ma ricorda fin d’ora che quando ci sono la pressione dovrebbe essere più bassa per compensarli almeno parzialmente.

Pressione normale-alta (borderline): massima tra 130–139 / minima 85–89

È la soglia di allerta, perché non è ancora ipertensione ma ci siamo molto vicini e il rischio di svilupparla è maggiore.

È necessario intervenire subito su alimentazione, ridurre il sale, raggiungere il peso corporeo giusto e fare attività fisica: questi interventi sullo stile di vita possono evitare un innalzamento ulteriore della pressione o addirittura farla scendere di qualche punto, evitando di iniziare la terapia farmacologica.

Ipertensione di grado 1: massima tra 140–159 / minima 90–99

Se questi valori persistono in più misurazioni in un arco di tempo di alcune settimane, indicano ipertensione vera e propria.

L’intervento sullo stile di vita rimane fondamentale ma può non essere sufficiente soprattutto in presenza di altri fattori di rischio: il medico può stabilire che  la terapia farmacologica è necessaria.

Ipertensione di grado 2: 160–179 / 100–109

Il rischio cardiovascolare aumenta in modo significativo e l’uso di farmaci antipertensivi diventa inevitabile.

Ipertensione di grado 3: ≥ 180 / ≥ 110

Valori molto elevati che richiedono un intervento immediato.

Se si ripetono, soprattutto se accompagnati da sintomi come forte mal di testa, disturbi visivi o dolore al petto, è necessario contattare subito il medico o andare al pronto soccorso.

Ipertensione sistolica isolata: cos’è e perché è pericolosa

Si parla di ipertensione sistolica isolata quando la pressione sistolica è pari o superiore a 140 mmHg, mentre la pressione minima resta inferiore a 90 mmHg (ad esempio 155/80 mmHg).

È una condizione molto frequente nelle persone anziane, perché con l’età le arterie tendono a perdere elasticità e la pressione aumenta soprattutto nella fase di contrazione del cuore.

È molto insidiosa perché viene sottovalutata, perché la persona trova sì una pressione massima elevata, ma è tranquillizzata da una minima corretta che pensa possa compensare l’altro valore.

In realtà anche se la diastolica è normale, una sistolica elevata è comunque associata a un aumento del rischio di ictus, infarto e scompenso cardiaco, ed è necessario informare il medico per riportare anche la pressione massima ai valori corretti.

Tabella dei valori di pressione

In questo riepilogo abbiamo utilizzato i colori verde per i valori di pressione corretti, giallo per quelli al limite, rosso quando bisogna subito intervenire con l’aiuto del medico.

È il tuo “semaforo della pressione”, per capire al volo come stai.

Categoria Sistolica (mmHg) Diastolica (mmHg) Cosa significa
Pressione ottimale < 120 < 80 Valori ideali, rischio cardiovascolare molto basso
Pressione normale 120–129 80–84 Valori nella norma, mantenere uno stile di vita sano
Pressione normale-alta 130–139 85–89 Zona di allerta, aumentare il controllo e correggere lo stile di vita
Ipertensione grado 1 140–159 90–99 Ipertensione lieve, valutazione medica e controlli regolari
Ipertensione grado 2 160–179 100–109 Rischio elevato, spesso necessaria terapia farmacologica
Ipertensione grado 3 ≥ 180 ≥ 110 Valori molto elevati, rischio di complicanze acute
Ipertensione sistolica isolata ≥ 140 < 90 Frequente nell’anziano, va monitorata e trattata

La pressione non va bene o l’hai misurata tu male?

La maggior parte delle ricerche ha dimostrato che misurare la pressione a casa è meglio che farlo dal medico, dove può esserci l’effetto camice bianco.

L’effetto camice bianco è l’aumento temporaneo della pressione arteriosa dovuto all’ansia o allo stress della visita medica, col risultato che il valori sono un po’ più alti di quelli che troveresti misurandola a casa.

Tuttavia anche a casa c’è il rischio di trovare valori non reali, in particolare se:

  • Il tuo apparecchio è vecchio o di scarsa qualità.

  • Se non attendi alcuni minuti per stabilizzare la tua pressione prima della misurazione

  • Se quando trascrivi i valori che hai trovati li correggi “arrotondandoli”, ad esempio: 130 invece di scrivere 137.

Abbiamo preparato una guida molto chiara e completa che trovi qui: Come misurare la pressione a casa senza sbagliare

Approfondimento: Pressione a casa e dal medico: perché i numeri cambiano

Quando misuri la pressione a casa i valori risultano spesso un po’ più bassi rispetto a quelli che trovi dal medico, perché sei in un ambiente familiare e tranquillo e inoltre non hai la tensione che potresti avere in ambulatorio.

Questo ha risvolti im portanti sulla valutazione dell’ipertensione, e infatti le linee guida spiegano che:

  • Dal medico valori di 140/90 mmHg sono già elevati e corrispondono all’ipertensione di grado 1
  • A casa già 135/85 mmHg sono considerati alti, in zona ipertensione grado 1.

In altre parole, 135/85 a casa corrisponde a 140/90 dal medico.

Se a casa trovi spesso valori intorno a 135/85 o anche leggermente più alti è importante comunicarlo al medico.

L’ipertensione si combatte controllandosi

La misurazione periodica e attenta della pressione è la mossa vincente per prevenire le malattie cardiovascolari, e anche chi non soffre già d’ipertensione dovrebbe fare un controllo periodico.

La pressione alta infatti spesso non dà segnali di allarme e quindi possono passare anche anni prima di accorgersi che c’è un problema.

Per una corretta prevenzione però è necessario saper valutare i valori che trovi e capire quando bisogna intervenire, e questa guida te lo spiega chiaramente.

Ricorda poi che fattori come il fumo, la familiarità alle malattie cardiovascolari, malattie metaboliche come il diabete e il colesterolo alto, il sovrappeso e la sedentarietà aumentano il rischio cardiovascolare: in questi casi anche un valore leggermente alto non va sottovalutato.

Infine, l’ipertensione trascurata e non curata nel tempo peggiora e quindi a maggior ragione segnalare immediatamente al medico qualsiasi anomalia è la chiave per proteggere il cuore e la tua salute.

❓Domande frequenti su sale e pressione

Ogni quanto tempo dovrei misurare la pressione?
Se la pressione è nella norma, è sufficiente controllarla ogni 2–3 mesi.
Se invece è al limite devi misurarla più spesso, almeno 2–3 volte a settimana, e quando hai almeno 10 – 15 misurazioni valutare con attenzione l’andamento facendoti aiutare dal medico.

✅ Se la pressione è alta una sola volta devo preoccuparmi?
Un singolo valore alto non basta per fare diagnosi di ipertensione.
Ma tieni d’occhio se si ripete nel tempo: valori elevati in più misurazioni, in giorni diversi, vanno segnalati al medico.

La pressione può cambiare durante la giornata?
Sì, la pressione varia durante il giorno in base a stress, attività fisica, emozioni, pasti e sonno.
Per questo è importante fare più misurazioni per vedere se i valori sono comunque sempre nei limiti.

Bibliografia

SIIA: Linee Guida ESH 2024 per il trattamento dell’Ipertensione Arteriosa

Articolo scritto il 29 gennaio 2026 dal Dr. Gabriele Nobili


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