Come funziona la memoria: è normale dimenticarsi le cose?

Come lavora il nostro cervello e perché a volte non ricorda

Ti sarà capitato di non ricordare il nome di persone, luoghi o oggetti che in realtà conosci benissimo ma che in quel momento proprio non ti vengono in mente: anche se ti sforzi, la tua mente sembra vuota.

Oppure entri in casa, posi le chiavi da qualche parte e dopo poco non ricordi più dove, oppure prima di uscire controlli se hai lasciato aperto il gas o l’acqua.

Ma è normale tutto questo o è un segno di qualche problema di memoria o di declino delle tue capacità mentali? Devi preoccuparti o no?

In questo articolo ti spieghiamo come funziona la memoria e quali sono i campanelli di allarme da tenere d’occhio.

Cosa è la memoria e come funziona

Mente e memoria hanno dei meccanismi complessi e in gran parte ancora non ben comprensibili, ma ti spieghiamo in maniera semplice alcuni passaggi che ti faranno capire come dimenticarsi le cose…possa essere anche naturale.

Come raccogliamo e memorizziamo le informazioni

La memoria funziona come un semplice archivio dove si inseriscono dei dati: si basa su una serie di sequenze e processi complessi e integrati che registrano, conservano e recuperano informazioni, emozioni, esperienze.

Ecco schematizzato in maniera semplice i passaggi che compie:

  • Ricezione: attraverso i tuoi sensi ti arriva un’informazione, ad esempio un discorso (udito), un odore (olfatto), una sensazione o un sapore gradevoli o meno (gusto, tatto), un’immagine o video (vista).
  • Elaborazione/Codifica: il tuo cervello rielabora l’informazione in modo che possa essere “archiviata”; inizialmente viene posta in un contenitore temporaneo, la memoria  a breve termine.
  • Archiviazione/memorizzazione: l’informazione, in particolare se considerata importante o ripetuta nel tempo (come accade quando si studia), passa nella memoria a lungo termine.
  • Recupero dell’informazione: tu recuperi l’informazione, come accade quando rispondi a una domanda su qualcosa che hai studiato e memorizzato.

Questo schema molto semplificato è però importante perché un problema in una qualsiasi di queste fasi può ostacolare il processo.

Ad esempio, se mentre ci arriva l’informazione qualcuno ci disturba o distrae avremo fin dall’inizio un processo meno efficiente, e lo stesso può accadere nel secondo passaggio se subentra qualcosa d’improvviso che ostacola il passaggio dalla memoria a breve a quella più duratura.

Anche la fase di archiviazione/memorizzazione può essere ostacolata ad esempio se si dorme poco, visto che durante il sonno c’è un’importante attività di consolidamento delle informazioni.

Tanti tipi di memoria

È interessante poi ricordare altri tipi di memoria, una che potremmo chiamare “Memoria o filtro sensoriale” e l’altra “Memoria di lavoro”.

La prima raccoglie e filtra tutte le informazioni che ci arrivano in ogni frazione di secondo (suoni e rumori, immagini, sensazioni), scartando subito quelle che considera poco importanti e avviando le altre alla memoria a breve termine.

La memoria di lavoro invece raccoglie una sequenza di informazioni e passaggi per compiere un’ attività, ad esempio le fasi della preparazione di una ricetta di cucina o per fare il pieno a un distributore automatico: è una specie di archivio di “manuali di istruzioni”.

E infine non dimentichiamo la Memoria semantica, quella che ci permette di comprendere e collegare gli oggetti o le persone al loro nome, o comprendere il significato delle parole di un discorso.

Insomma, mente e memoria operano con sistemi sofisticati e complessi, e quindi dimenticarsi qualcosa può essere anche una cosa assolutamente normale: basta un piccolo intoppo che blocca o disturba anche temporaneamente uno degli innumerevoli meccanismi.

Approfondimento: mente, memoria e stile di vita

La nostra mente risente anche dei nostri comportamenti e dello stile di vita, come molti altri aspetti della nostra salute.

Un primo punto riguarda la dieta, perché un’alimentazione poco equilibrata influisce sulle capacità mentali e promuove uno stato che si è visto collegato anche al declino cognitivo d’infiammazione cronica: ne abbiamo parlato anche QUI.

In particolare un’eccesso di zuccheri semplici, grassi e alimenti industriali (detti anche cibi ultra processati), oltre ad elevati consumi di alcol e al fumo, ostacolano i processi cognitivi.

La sedentarietà e il sonno irregolare sono altri fattori che influiscono su mente e memoria, e anche l’isolamento e la scarsità di rapporti sociali causano un’involuzione progressiva.

Infine, un cervello non attivamente stimolato è meno efficiente: la lettura, i passatempi anche manuali, le attività che richiedono una progettualità e una sequenza di azioni mantengono in forma la mente.

Riprenderemo questi argomenti con anche consigli pratici nei prossimi articoli.

Non ricordarsi è normale o no?

Come abbiamo visto ci sono tante fasi che possono essere disturbate e che hanno ricadute sulle nostra memoria.

Ecco alcune situazioni in cui una dimenticanza rientra nella normalità:

  • Attenzione e distrazione: l’attenzione, cioè la ricezione ordinata delle informazioni, è una delle fasi iniziali della memorizzazione.
    La memoria dipende dalla capacità di focalizzarsi su un compito o un argomento e se siamo distratti o facciamo troppe cose insieme

    Immagine di donna stanca e stressata
    Stanchezza, insonnia e stress affaticano la mente

    (multitasking) l’informazione non viene codificata bene e non viene memorizzata correttamente.

  • Umore e stress: ansia, preoccupazione, sbalzi d’umore condizionano il funzionamento del cervello.
    lo stress prolungato produce ormoni, tra cui il cortisolo, che possono ostacolare la formazione e il recupero dei ricordi.
    Esiste anche un meccanismo di “autoprotezione” della mente che in quando è in sovraccarico scarta quasi automaticamente gli stimoli in eccesso.

  • Sonno: Durante il riposo il cervello fissa le informazioni raccolte durante il giorno.
    Dormire meno di 7 ore, o avere un sonno irregolare o con orari anomali di addormentamento e risveglio, rende più difficile sia ricordare che apprendere.
    Un’avvertenza importante per gli studenti che studiano fino a notte fonda prima di un esame.

In questi casi quindi perdere qualche colpo è naturale, ma quali sono dei segnali di allarme più preoccupanti?

I segnali che richiedono più accertamenti medici

I segni da non sottovalutare sono numerosi, ne presentiamo alcuni più facili da osservare:

  • Disorientamento spazio-temporale: non riconoscere il giorno, il mese, il luogo in cui ci si trova, confondersi su date, stagione, tragitti che si fanno abitualmente in auto o a piedi, non ricordarsi se si è già mangiato.
  • Riduzione del lessico e delle capacità linguistiche: difficoltà a trovare parole semplici, errori di denominazione di oggetti persistenti, ridotta fluenza verbale spontanea.
  • Cambiamenti inspiegabili di personalità, umore o interessi: apatia, perdita di interesse per attività prima gradite, isolamento sociale, crisi di pianto o rabbia immotivata, sospettosità, atteggiamenti ossessivi su persone, fatti o azioni poco importanti.
  • Difficoltà in attività banali: incapacità di pianificare attività abituali, risolvere problemi semplici, errori in procedimenti semplici e noti come seguire una ricetta di cucina o usare del bancomat oppure far partire la lavatrice.

Alcuni di questi segni indicano una compromissione cognitiva e della memoria che richiede il consulto di uno specialista neurologo.

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Ricordati…della tua memoria

Come abbiamo visto la memoria e la mente lavorano in maniera sorprendente e a volte difficile da capire, tuttavia ci sono dei segnali che ci possono indicare se una dimenticanza o un vuoto di memoria occasionale sono preoccupanti o no.

Nella maggior parte dei casi dimentichiamo nomi, appuntamenti o fatti perché siamo talmente sotto pressione e pieni d’impegni che la nostra mente fatica a gestire tutto.

Altre volte dormiamo poco e male e la stanchezza ci mette in difficoltà, oppure non ci concentriamo abbastanza su ogni singola attività perché proviamo a svolgerne troppe contemporaneamente.

Fin qui tutto normale, ma se noi o un nostro caro non ricordiamo più bene giorno e ora, fatichiamo in attività che abbiamo sempre fatto senza problemi, cominciamo ad avere difficoltà a parlare o a comprendere discorsi o frasi scritte, ci troviamo disorientati in luoghi che frequentiamo abitualmente è importante non trascurare questi possibili campanelli di allarme.

Rivolgersi tempestivamente al proprio medico è il primo passo per capire se si tratta di problemi reali che richiedono ulteriori accertamenti.

❓Domande frequenti sulla memoria

Quali dimenticanze sono davvero normali e quando dovrei preoccuparmi?
È normale scordare occasionalmente nomi, appuntamenti o eventi, specie nei periodi di stress o se si fa una vita frenetica, come accade spesso oggi.
Più preoccupanti sono i disorientamenti spazio-temporali, ad esempio smarrirsi facendo percorsi ben conosciuti, non sapere bene che ora e giorno è, difficoltà crescenti nel parlare o comprendere frasi o testi, problemi a svolgere azioni comuni che si sono sempre fatte senza problemi.

✅ Dormire poco o male peggiora la memoria?
Il sonno è fondamentale per fissare i ricordi e per l’apprendimento: dormire meno di 7 ore per notte o avere un sonno irregolare può peggiorare la memoria e la concentrazione, oltre a peggiorare lo stress che è un ulteriore ostacolo per una mente efficiente.

Una dieta sbagliata può accelerare il declino cognitivo?
Sì, una dieta ricca di zuccheri semplici, alimenti industriali, grassi saturi, snack confezionati e povera di frutta, verdura e grassi “buoni” di origine vegetale può favorire infiammazione, peggiorare circolazione e influire negativamente sulla memoria.
Un’alimentazione equilibrata, come quella mediterranea, ha effetti benefici anche su mente e memoria.

L’attività fisica migliora la memoria?
Numerosi studi dimostrano che il movimento regolare, anche leggero come una camminata o la ginnastica dolce, stimola la circolazione sanguigna, migliora l’ossigenazione del cervello e favorisce la produzione di sostanze protettive per l’organismo.
Inoltre, agisce positivamente riducendo lo stress.

Che cosa devo fare se noto segni più seri di calo cognitivo e di memoria?
La prima cosa è non allarmarsi: osserva con attenzione se questi episodi si ripetono con costanza o sono transitori, e può essere utile tenere un piccolo diario per segnare il tipo di problema e la frequenza con cui si presenta.
L’importante è non sottovalutarli, perché in molti casi intervenire tempestivamente è importante: il tuo medico curante o se si tratta di un anziano un geriatra sono le prime persone da informare.

Bibliografia

The Memory Handbook – Alzheimer’s Society

ehealthireland.ie: Supportive Memory Guide

Il paziente anziano fragile: strumenti di valutazione cognitivo-funzionale in Medicina Generale

Articolo scritto il 28 ottobre 2025 dal Dr. Gabriele Nobili


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