Aerosol per tosse e bronchite: uso corretto e consigli pratici
In questo articolo parleremo di:
- Aerosolterapia: guida completa per tosse, bronchiti e malattie respiratorie invernali
Aerosolterapia: guida completa per tosse, bronchiti e malattie respiratorie invernali
Durante i mesi più freddi, le patologie che colpiscono bronchi e polmoni, come bronchiti, tosse produttiva, broncospasmo, asma e riacutizzazioni della BPCO aumentano e in molti casi peggiorano problemi respiratori già presenti.
In questi casi vengono spesso prescritte cure per aerosol, un metodo che consente di portare il farmaco direttamente nelle basse vie respiratorie.
L’apparecchio per aerosolterapia ha quindi un ruolo fondamentale perché se non efficiente o usato male riduce moltissimo l’efficacia dei farmaci usati, rendendo più lunga e complessa la guarigione.
In questo articolo ti spieghiamo quali sono i tipi di aerosol più validi e come usarli senza sbagliare.
L’aerosol è davvero utile per bronchi e polmoni?
L’aerosolterapia consente di somministrare i farmaci per via inalatoria sotto forma di particelle sospese nell’aria e se le particelle sono sufficientemente piccole – tra 1 e 5 micron – riescono a raggiungere bronchi e polmoni e si depositano in profondità.
Rispetto alla somministrazione orale, questo metodo ha molti vantaggi: l’effetto è più rapido, il farmaco agisce localmente riducendo gli effetti collaterali sistemici, e le dosi possono essere più basse ma comunque efficaci.
L’aerosolterapia è indicata in particolare in caso di bronchiti, tosse grassa, broncospasmo, asma, BPCO e bronchiolite, malattie delle basse vie respiratorie.
Chiariamo subito che invece per i disturbi del naso e delle alte vie respiratorie, l’aerosol classico con ampolla e mascherina in genere è meno indicato della doccia nasale micronizzata, uno strumento pensato per veicolare le particelle nelle cavità nasali e nel rinofaringe.
Abbiamo parlato della differenza tra alte e basse vie respiratorie e come vadano curate con metodi diversi in QUESTO ARTICOLO.
Apparecchi per aerosol: quale scegliere
Attualmente i tipi di aerosol più diffusi sono quelli pneumatici a pistone, ma esiste anche un tipo innovativo detto “mesh” che in particolari situazioni può essere un’ottima alternativa.
Nebulizzatore pneumatico: robusto e versatile
Gli aerosol pneumatici, anche noti come a pistone, utilizzano un compressore d’aria che produce un flusso ad alta velocità in grado di nebulizzare il farmaco in una soluzione liquida, e hanno questi vantaggi:
- Efficacia comprovata: sono indicati per il trattamento di patologie respiratorie acute ma anche croniche come l’asma e la BPCO,

L’aerosol pneumatico è versatile e si collega alla doccia nasale poiché producono particelle di dimensioni ideali per raggiungere le vie respiratorie inferiori (particelle tra 1 e 5 μm).
- Compatibilità con vari farmaci: i nebulizzatori pneumatici sono adatti a diverse tipologie di farmaci, inclusi i corticosteroidi che hanno in genere una densità elevata non sempre facile da nebulizzare.
- Versatilità: può essere utilizzato anche per le vie aeree superiori utilizzando al posto dell’ampolla normale la doccia nasale micronizzata.
Lo svantaggio principale è che sono un po’ rumorosi e che i tempi d’inalazione possono essere piuttosto lunghi, fino a 20 minuti.
Quest’ultimo problema dipende però molto dal tipo di motore ed è importante ricordare che esistono modelli molto performanti con compressore ad alte prestazioni e nettamente più veloce, anche se ovviamente più costoso.
In ogni caso l’aerosol pneumatico è la scelta ideale per tutti, perché robusto, economico e versatile.
Inoltre, è anche versatile perché con l’aggiunta della doccia nasale micronizzata, in alcuni modelli già inclusa nella confezione, abbiamo un sistema completo per la cura delle vie respiratorie: ampolla e mascherina per le basse vie, doccia nasale per le patologie “alte” del rinofaringe.
Aerosol mesh: vantaggi, limiti e consigli d’uso
I nebulizzatori mesh rappresentano un’innovazione tecnologica recente nell’ambito dell’aerosolterapia che utilizza una membrana vibrante a maglia (mesh) che genera l’aerosol facendo passare il farmaco attraverso microfori che riducono in particelle nebulizzate.
Precisiamo che non stiamo parlando qui dei piccoli aerosol a ultrasuoni, in tempo molto diffusi ma praticamente spariti per seri problemi a nebulizzare i farmaci

cortisonici come il Clenil A e di cui sconsigliamo l’uso nel caso lo avessi ancora in casa.
Gli aerosol mesh sono molto diversi da quelli a ultrasuoni e hanno questi vantaggi:
- Silenziosità e portabilità: sono estremamente silenziosi, compatti e portatili, ideali anche in viaggio.
- Efficacia e velocità: producono particelle molto piccole che riescono a raggiungere le vie respiratorie più profonde, e sono particolarmente indicati per il trattamento di patologie croniche delle basse vie respiratorie.
- Compatibilità con diversi farmaci: i nebulizzatori mesh sono compatibili con broncodilatatori, corticosteroidi e antibiotici.
Sono però apparecchi più costosi rispetto a un nebulizzatore pneumatico e non si possono collegare alla doccia nasale micronizzata, che richiede sempre un aerosol a compressore pneumatico.
Inoltre dopo un certo numero di utilizzi, variabili a seconda delle marche ma superiori a qualche centinaio di volte, può essere necessario sostituire l’unità di nebulizzazione mesh che col tempo può incrostarsi e diventare poco efficiente; alcune marche forniscono una seconda unità di scorta già compresa nella confezione.
Nonostante queste limitazioni, rimane comunque un apparecchio innovativo adatto a tutti e in particolare a chi viaggia spesso e deve fare terapie inalatorie continuative.
Per i bambini poi l’assoluta silenziosità può essere un grande vantaggio per fare accettare meglio la terapia.
Come usare correttamente l’aerosol
Spieghiamo qui come si fa un buon aerosol con un apparecchio a pistoni, ma metteremo eventuali note se ci sono delle differenze con quelli mesh.
Prima di tutto il motore dell’aerosol va posto su un piano stabile come un tavolo, evitando di tenerlo in equilibrio ad esempio sul lavandino del bagno.
Poi si prepara l’aerosol riempiendo l’ampolla con i farmaci prescritti, tenendo conto che è necessario avere una quantità di liquido di almeno 3-5 ml e quindi:
- Se si usano due prodotti in fiale da almeno 2 ml ciascuno la quantità è già sufficiente
- Se il prodotto è uno solo o si usano mezze dosi, ad esempio nei bambini, aggiungere circa 2 ml di soluzione fisiologica per aumentare il volume della soluzione
È normale infatti che rimanga sempre nell’ampolla un residuo non nebulizzato di circa 0,5 – 1 ml, e quindi se la quantità iniziale è già scarsa verrà erogata una dose insufficiente.
Durante la nebulizzazione bisogna rimanere in posizione eretta, seduti su una sedia o se allettati con la schiene rialzata, respirare in maniera continua e senza sforzarsi, facendo però ogni tanto un respiro un po’ più profondo.
A seconda del tipo di prodotto la durata può variare da meno di 10 minuti, ad esempio con farmaci poco densi come il Fluibron, a oltre 15-20 minuti se si usano cortisonici densi come Clenil o Prontinal.
Ovviamente anche la potenza del motore influisce sulla velocità della nebulizzazione e anche sull’efficacia della terapia, in quanto il flusso maggiore prodotto dagli apparecchi più performanti migliora i risultati.
Come si fa l’aerosol ai bambini
Con i bambini può essere difficile fare l’aerosol, o perché sono spaventati dal rumore e dalla mascherina o perché proprio si rifiutano.
Per questo motivo alcuni genitori provano a farlo in maniera non corretta, pensando che gli effetti ci siano comunque, ma invece…
Tre errori frequenti quando si fa l’aerosol ai più piccoli:
- Fare l’aerosol ai bambini mentre dormono: durante il sonno la respirazione è molto più leggera e quindi il farmaco nebulizzato viene assorbito molto meno e perde di efficacia
- Fare l’aerosol senza mascherina ai bambini: certi bambini non vogliono tenere la mascherina e alcuni genitori la fanno fare senza, ponendo l’ampolla davanti al viso del bambino.
In questa maniera però il farmaco nebulizzato si disperde quasi tutto nell’ambiente e finisce anche su viso e negli occhi, cosa assolutamente da evitare.
La terapia è inefficace e ci possono essere reazioni al farmaco su pelle e occhi. - Fare l’aerosol insieme al bambino passandosi la mascherina come fosse un gioco: l’idea di far diventare la terapia un gioco sarebbe buona, ma così il bambino fa una dose minore e meno efficace.
Inoltre il genitore fa una terapia non necessaria e potrebbe contagiarsi con virus o batteri del bambino presenti sulla mascherina
Con i bambini la terapia aerosolica può essere complicata ma le regole sono le stesse degli adulti e bisogna tentare con pazienza di farla accettare, perché in particolare nei più giovani è una soluzione efficace e con pochi effetti collaterali.
Approfondimento: meglio l’aerosol con la mascherina o col boccaglio?
Il boccaglio è preferibile perché indirizza meglio il farmaco ai bronchi, riduce la dispersione nell’ambiente e il contatto con occhi e pelle; è quindi ideale per patologie delle basse vie respiratorie come asma, broncospasmo, bronchiti, BPCO.
È necessario però che il paziente stia seduto, mantenga il boccaglio ben stretto tra le labbra e respiri in maniera lenta e profonda, cosa non sempre possibile nei bambini piccoli o nei pazienti molto affannati.
La mascherina è la soluzione se il paziente non è in grado di usare correttamente il boccaglio, ad esempio lattanti e bambini piccoli che respirano solo con il naso o che non collaborano e persone fragili, con disabilità o dispnoici che non riescono a respirare bene e a mantenere il boccaglio in posizione.
Deve però essere tenuta ben aderente al volto e delle dimensioni giuste, altrimenti una parte importante dell’aerosol si disperde nell’aria e la dose effettiva inalata si riduce.
Con una mascherina mal posizionata poi l’aerosol colpisce direttamente anche occhi e cute del viso, con possibile irritazione locale, soprattutto nei trattamenti ripetuti con cortisonici.
In pratica
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Se il paziente è in grado di collaborare, meglio usare il boccaglio per indirizzare al massimo il farmaco sulle basse vie aeree.
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Se il paziente è piccolo, non collaborante o molto affannato, la mascherina della misura giusta, ben aderente al viso e non tenuta a distanza è una scelta obbligata e non compromette in maniera rilevante la terapia.
Pulizia dell’aerosol
Dopo ogni uso l’aerosol va pulito per eliminare le tracce di farmaco non nebulizzato e, ancora più importante, rimuovere secrezioni e muco che possono aver contaminato gli accessori.
Le modalità sono differenti tra aerosol a pistone e mesh.
Come pulire l’aerosol a pistone
Le parti da pulire sempre scrupolosamente sono l’ampolla e la mascherina o il boccaglio, mentre il motore e il tubo di raccordo non vanno lavati né immersi in acqua.
Dopo ogni uso boccaglio o mascherina e l’ampolla vanno sciacquati con acqua tiepida e poi lavati con l’aggiunta di una o due gocce di detersivo per piatti, quindi risciacquati molto bene e lasciati asciugare all’aria.
In alcuni casi però, ad esempio in presenza di un’infezione respiratoria o prima di riporre l’aerosol per lungo tempo, si deve fare una disinfezione più accurata.
Disinfettare ampolla, mascherina e boccaglio dell’aerosol a pistone
Queste le tre alternative più comuni per la disinfezione, da verificare con attenta lettura delle istruzioni:
- Immersione per 5–10 minuti in una soluzione di Amuchina ben diluita (per esempio al 2%, cioè 20 ml di concentrato in 1 litro d’acqua), poi risciacquo molto abbondante con acqua e asciugatura all’aria
- Soluzione al 70% di alcol, ovvero due parte di alcool e una di acqua, per circa mezz’ora
- Alcuni accessori possono essere disinfettati anche con bollitura o a vapore (es. sterilizzatore per biberon), ma va sempre controllato se questa opzione è applicabile
Come pulire l’aerosol mesh
In questi aerosol mascherina e boccagli si puliscono come quelli dei modelli a pistone.
La camera di nebulizzazione invece, cioè lo spazio dove si inserisce il farmaco, richiede grande attenzione perché la griglia mesh di nebulizzazione è molto delicata.
Pulire la camera di nebulizzazione dell’aerosol mesh
- Svuotare la camera dai residui del farmaco e sciacquarla bene, anche con acqua corrente; poi riempire il serbatoio con acqua distillata o demineralizzata e nebulizzare per circa 2 minuti per rimuovere i residui dalla griglia.
Alcuni apparecchi hanno anche un programma specifico di pulizia.
- Non pulire mai la griglia con cotton fioc, Scottex, panni o spugnette: possono rovinare irreparabilmente la griglia mesh
- Non usare disinfettanti a meno che non siano specificati nelle istruzioni; in generale non va mai usata l’Amuchina sugli aerosol mesh.
Consigli aggiuntivi per la pulizia dell’aerosol
- Fare asciugare bene all’aria gli accessori, anche per più giorni se l’aerosol non verrà più usato per un po’
- Quasi sempre le istruzioni riportano con precisione i disinfettanti concessi per la pulizia: leggerle attentamente
- Se due persone devono usare l’aerosol nello stesso periodo non lavare semplicemente gli accessori, ma disinfettarli a fondo dopo ogni uso
La pulizia dell’aerosol è un passaggio indispensabile per mantenere efficiente l’apparecchio e per evitare reinfezioni dovute all’uso di accessori contaminati.
In ogni caso il farmaco rimasto non nebulizzato nell’aerosol non va mai riutilizzato: eliminarlo e pulire bene gli accessori subito dopo l’uso.
Tre errori frequenti nell’aerosolterapia
E per finire, una carrellata di cinque errori e false credenze che sono ancora diffuse
1: Non diluire con la soluzione fisiologica
Quando fai l’aerosol a fine terapia rimane sempre un po’ di residuo di farmaco non nebulizzato, ma se diluisci con la fisiologica avrai una nebulizzazione migliore e il residuo non sarà solo farmaco; in altre parole, la dose inalata di farmaco è maggiore.
2: Usare aerosol e mascherina per le riniti e rinofaringiti
Per le alte vie respiratorie l’accessorio più indicato è la doccia nasale, e il motivo è che la “nebbia” che esce dall’ampolla normale dell’aerosol è molto fine e viene subito aspirata nelle basse vie, cioè bronchi e polmoni.
Per il naso serve la doccia nasale, perché con la mascherina il farmaco non arriva nelle fosse nasali in una quantità sufficiente per essere curativo.
3: Usare troppo spesso i cortisonici
Farmaci come il Clenil A o il Prontinal sono indicati in particolare nelle forme allergiche, asmatiche non dovrebbero essere utilizzati nelle forme infettive a meno che non siano prescritti dal medico.
In genere non sono la terapia di prima scelta per tosse isolata, laringiti o bronchiti.
Terapia inalatoria: cosa devi ricordare
L’apparecchio per aerosol è la chiave per una terapia efficace, e anche il farmaco più potente agisce meno se viene nebulizzato male o con metodologie errate.
Tra i vari apparecchi ci sono poi differenze di prezzo anche notevoli, che però di solito rispecchiano anche caratteristiche molto diverse: aerosol con motori performanti hanno un flusso d’aria in litri al minuto maggiore, e ciò vuol dire che il farmaco viene nebulizzato meglio e più in fretta.
Un accessorio indispensabile se ci sono dei bambini in casa è la doccia nasale micronizzata, che può essere collegata solo agli apparecchi a pistone ed è efficace per la cura delle alte vie respiratorie, cioè quando ci sono problemi a naso e gola, anche in caso di adenoidi: chiedere però sempre il consiglio del pediatra o dell’otorino.
Gli aerosol a mesh sono un’altra risorsa per i bambini, perché piccoli e silenziosi, e sono ideali anche in viaggio.
Ma qualsiasi aerosol richiede un uso attento e una pulizia scrupolosa: seguendo le indicazioni di questo articolo e leggendo attentamente le istruzioni allegate all’aerosol si coglieranno tutti i vantaggi di questi apparecchi così utili per la cura delle malattie respiratorie.
❓FAQ – Domande frequenti sull’aerosolterapia
✅ Quanto deve durare un aerosol per essere efficace?
È normale scordare occasionalmente nomi, appuntamenti o eventi, specie nei periodi di stress o se si fa una vita frenetica, come accade spesso oggi.
Più preoccupanti sono i disorientamenti spazio-temporali, ad esempio smarrirsi facendo percorsi ben conosciuti, non sapere bene che ora e giorno è, difficoltà crescenti nel parlare o comprendere frasi o testi, problemi a svolgere azioni comuni che si sono sempre fatte senza problemi.
✅ È normale che rimanga del liquido nell’ampolla dopo l’aerosol?
Sì, un piccolo residuo (0,5-1 ml) è normale; per questo è importante diluire il farmaco con fisiologica, in modo che la quantità di farmaco nebulizzata sia maggiore.
✅ Posso usare l’acqua del rubinetto al posto della soluzione fisiologica?
No, è importante usare soluzione fisiologica sterile per evitare contaminazioni e garantire una corretta nebulizzazione. L’acqua del rubinetto non è adatta.
✅ Posso usare lo stesso aerosol per più persone?
Sì, ma con accessori personali o perfettamente disinfettati tra un uso e l’altro per evitare il passaggio d’infezioni.
✅ Posso usare oli essenziali nell’aerosol?
Assolutamente no, gli oli essenziali non vanno mai nebulizzati: possono causare gravi irritazioni o broncospasmo, soprattutto nei bambini.
Bibliografia
Nebuliser cleaning and disinfection practice in the home among patients with cystic fibrosis
La terapia inalatoria nell’infanzia e nella senescenza – Chiesi – ed. Mediserve
Articolo scritto il 10 novembre 2024 dal Dr. Gabriele Nobili
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